La “ricetta” innovativa di un ristorante fuori dal comune

Travolgente e coinvolgente, innovativo e ardito ma a partire da punti fermi e inossidabili quali la tradizione, il territorio e soprattutto le persone. Questi i primi lineamenti dell'identikit del nuovo progetto sociale nato dalla vulcanica creatività dei componenti della Cooperativa sociale “Novi Familia” di Termini Imerese, la realtà palermitana che si occupa di minori italiani nativi e minori stranieri non accompagnati.

Tocca a tìa | Colours of Sicily

Una realtà ristorativa che parte da un messaggio forte e inequivocabile fin dalla scelta del nome, attinto dal variopinto e secolare bacino della lingua siciliana, capace di esprimere immediatamente tutta la trama del progetto che vi sta dietro: “Tocca a tìa”, letteralmente “tocca a te”, avviato lo scorso luglio a partire dall'esperienza ventennale della cooperativa presieduta da Emanuele Zammito, uno dei responsabili – tra l’altro - del C.R.O.A.M. Sicilia, il Coordinamento Regionale Operatori Assistenza Minori Sicilia.

Aiutare gli altri, deliziando il proprio palato

È possibile attraverso il buon piatto fare una concreta attività sociale? A partire da questa domanda la fervida creatività dei componenti della cooperativa ha messo in piedi un ristorante dove è possibile sedersi ad un tavolo, ordinare per poi assaporare una pietanza aiutando chi ha più bisogno. Già, perché questi semplici gesti innescano dei meccanismi di sostegno per azioni sociali relativamente poco distanti nel tempo e nello spazio, in altre parole si concretizza un vero e proprio “welfare con gusto”.

Tocca a tìa | Colours of Sicily

«Volevamo in qualche maniera essere provocatori – spiega Emanuele Zammito – offrendo al territorio un segnale forte così da creare rete rispetto a quelle che potrebbero essere le azioni di cambiamento radicale della sua realtà sociale».

E fin da subito “Tocca a tìa” è stato sposato da molte persone che ne hanno compreso l’importanza mettendosi a disposizione per perfezionarne gli aspetti sociali e ristorativi. Fra queste lo chef Claudio Sanclemente che gratuitamente e per diversi mesi è stato al fianco della “brigata di cucina” del ristorante, formandola per trasmetterle il concetto di cura dei dettagli nella preparazione di ogni singola pietanza. Che dire poi dell'espressività artistica di “Rori” (al secolo Rosalba Cannavò) che ha messo in piedi l’apparato decorativo del ristorante attingendo alla multiforme forza della Sicilia, fatta di bellezza, accoglienza e coraggio: una sicilianità, rappresentata dai pupi e dalle carte da gioco; elementi immediati e fortemente comunicativi che trasmettono l’idea di un ambiente accogliente e familiare.

Tocca a tìa | Colours of Sicily
Rosalba Cannavò

Altro aspetto fondamentale del “Tocca a tìa” riguarda l’inserimento dei ragazzi della cooperativa con un iniziale percorso formativo interno cui segue quello sul campo, trasformati in professionisti dei vari ambiti della ristorazione.

“L’Amuri tuppuliò a lu tò cori e ti rissi: tocca a tìa”

«Elemento fondamentale di “Tocca a tìa” - continua Emanuele Zammito – è rappresentato dal fatto che ciascuno (appunto) può fare del proprio: oltre a gustare i nostri piatti i nostri clienti possono sostenere azioni sociali “offrendo”, per così dire, un euro a tavolo. Non chiediamo altro, non c’è nessun obbligo se non l’invito a lasciare quel minuscolo contributo sociale – evidenziato nello scontrino – e decidendo dove confluirà. A questo si aggiunge un’altra quota pari a un euro che viene prelevato da quelle ordinazioni/consumazioni (per singola persona) superiori a venti euro e che il “Tocca a tìa” destina per supportare i servizi sociali del Comune per l’assistenza domiciliare agli anziani».

Tocca a tìa | Colours of Sicily

E per comprendere (forse) meglio gli effetti (benefici) potenziali sul territorio ci può venire in aiuto proprio il colorito menù del ristorante: tra gli “sbummica pitittu” – ovvero tra gli antipasti – vi sono i “cosi boni ra terra” che certamente nel caso del “Tocca a tìa” non sono soltanto le pietanze ma soprattutto le persone, messe al centro di ogni “sguardo gastronomico”, espressione di un’Isola da secoli “al centro” di grandi dinamiche sociali e non alle periferie della solitudine e dell’indifferenza come spesso è accaduto.

Tocca a tìa | Colours of Sicily

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Rosario Ribbene è nato a Palermo nel 1977. Esercita la professione di architetto come attività principale. Giornalista pubblicista, ha al suo attivo collaborazioni con svariate riviste italiane. Nel 2013 fonda Rodoarte Onlus e nel 2014 fonda e dirige la testata on-line Impronta Magazine. Nel 2017 ha pubblicato Pani câ Meusa - Il cibo di strada in Sicilia (https://www.facebook.com/thesicilianstreetfood/?ref=bookmarks).

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