La penultima domenica di maggio si rinnova la festa dei “Rami”

Sfilano uno dietro l'altro per le vie principali della città, annunciati dai rulli dei tamburi. Tornano dai Nebrodi, alcuni portando delle lunghe aste addobbate con fasci di alloro, fiori, bambole, festoni di nastri colorati, altri arrivano appoggiandosi ad un bastone d'alloro o portando semplicemente nello zaino fasci d'alloro. È domenica mattina, la penultima di maggio. A Troina, piccolo centro dell'ennese, è festa: la festa dei ramara. Sono i devoti, giovani e non, ma solo uomini, che, adempiendo il voto proprio o avendolo ereditato dai loro genitori, compiono il viaggio per offrire il ramo a San Silvestro, un atto di devozione nei confronti santo patrono. Una sfilata suggestiva, un ritorno in paese davvero coreografico, tra il ritmo dei tamburi, gli spari a salve.

Troina, l’alloro e la “vastedda” di San Silvestro | Colours of Sicily

Il viaggio in realtà inizia alcuni giorni prima. I pellegrini partono da Troina il giovedì precedente, all'imbrunire. A piedi si dirigono nel cuore dei Nebrodi, dove raccoglieranno i rami d'alloro. Si cammina tutta la notte. In questi boschi si muovono portando in cuore una preghiera di ringraziamento o un'implorazione di aiuto all'umile santo. I ramara con l'ausilio di corde si calano giù per il pendio per raccogliere qualche ramoscello di alloro. Riprendono poi la strada del ritorno per il campo base. La domenica mattina si può rientrare in città per partecipare alla messa, benedire i rami e rendere omaggio alla tomba del Santo nella chiesa ad esso dedicata, pregandolo di accettare il viaggio compiuto.

Troina, l’alloro e la “vastedda” di San Silvestro | Colours of Sicily

La settimana successiva è invece la volta di un altro pellegrinaggio votivo altrettanto caratteristico: questa volta protagonisti sono cavalli e muli sfarzosamente bardati e carichi d'alloro. Nella notte del venerdì prima dell'ultima domenica di maggio i ddarara, ossia i devoti a cavallo, partono dalla Chiesa di San Silvestro per offrire il loro viaggio al Santo, per poi ritornare la domenica sfilando per le vie di Troina.

Troina, l’alloro e la “vastedda” di San Silvestro | Colours of Sicily

Mito e rito qui si mescolano per rigenerarsi in forme nuove

Notevole è l'apporto pagano. Il periodo, la primavera, è da collegarsi alla rinascita della natura. Alcuni segni come le immagini del santo e le bambole evocano la fertilità della natura e della terra. Gli schioppi e gli spari a salve rappresentano l'allontanamento degli spiriti maligni esistenti nella comunità. Il boschetto è luogo di raccoglimento, di isolamento dalle preoccupazioni del mondo, ma anche luogo di incontro con potenze ed esseri sovrumani, dove esistono anche dei pericoli: per i ramara e i ddarara rappresenta così l'avventura, il mistero. Ed è qui che si raccoglie l'alloro, simbolo di forza e regalità.

La “vastedda co sammucu”, tradizionale focaccia del Festino di San Silvestro

Chi viene a Troina potrà avere il piacere di conoscere una cucina legata ancora ad ambienti pastorali: tra i cibi primeggia la “vastedda cu sammucu”, una focaccia ipercalorica!

Troina, l’alloro e la “vastedda” di San Silvestro | Colours of Sicily

Presenta una mollica gialla, spugnosa e fragrante mentre la crosta bruna è leggermente croccante. Sono due strati di pasta separati da una ricca farcitura: tuma fresca, salame e pancetta soffritta. Il tutto cosparso abbondantemente di bianchi e profumati fiori di sambuco che gli danno quella nota tipica d'aroma. Lo spessore non supera i sette centimetri. La “vastedda” viene fatta solo qui a Troina tanto che neppure gli abitanti dei paesi vicini, pur conoscendola, riescono a farla.

Troina, l’alloro e la “vastedda” di San Silvestro | Colours of Sicily

Le dosi esatte, l'impasto eseguito in maniera energica dalle abili mani delle massaie, assieme ad un'attenta cottura nel forno a legna, sono i fattori che determinano la sua buona riuscita. Tradizionalmente la vastedda viene preparata in primavera, in coincidenza con la fioritura del sambuco e la festa di S. Silvestro, anche se non manca chi la fa in altri periodi utilizzando i fiori di sambuco essiccati.

Troina, l’alloro e la “vastedda” di San Silvestro | Colours of Sicily

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Originaria di Vittoria così come il suo vino preferito, il nobile Cerasuolo di Vittoria Docg. Dopo la maturità classica, la Laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari con una tesi sperimentale sulla ricotta iblea (il formaggio è la sua seconda passione, dopo il vino!). Collabora con diversi giornali on line e non di enogastronomia. Gentile, chiacchierona, ma anche amichevole, è da molti definita un “vulcano”. Ama stare fra la gente soprattutto con coloro i quali condivide le sue stesse passioni: l’amore per la sua terra e le cose buone da mangiare.

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