Primavera nel bicchiere: tre vini siciliani per brindare alla nuova stagione

Nella terra di Demetra è già esplosa la primavera. La Sicilia è patria di miti antichissimi, di culti primordiali che parlano di fertilità. E’ la terra di dee che portano spighe e raccolgono fiori. Sull'isola più grande del Mediterraneo la natura si è risvegliata da un po': le campagne si tingono di colori vivaci, le temperature sono miti e l’aria è già carica di profumi.

Per celebrare questo momento dell'anno scopriamo tre vini siciliani caratterizzati da freschezza e intensità aromatica. Si tratta di piccole ma preziose produzioni enologiche, perfette per brindare all'arrivo della più dolce delle stagioni.

I primi due vini riguardano delle “varietà aromatiche”: sono originati da uve che contengono già nella buccia dell’acino, quei precursori d’aroma che regaleranno intense soddisfazioni olfattive durante la degustazione. Il terzo vino ci racconta del vulcano più alto d’Europa, l’Etna.

Malvasia delle Lipari: Bianco secco, Salina Igp, Paola Lantieri, 2016.

La Primavera nel bicchiere | Colours of Sicily

In un angolo estasiato del Mediterraneo, l’arcipelago delle isole Eolie, la Malvasia si produce da millenni. E’ figlia di una viticoltura eroica che sfida terreni impervi e regala vini emozionanti. A Vulcano, in località Gelso/ punta dell’Ufala, nasce la produzione di Paola Lantieri, una donna di scienza (medico) che si reinventa coraggiosa imprenditrice. Dopo un periodo trascorso nell’isola come turista, scatta l’amore e la salvezza per il posto che decide di acquistare, un rudere strappato agli scempi dell’abusivismo edilizio degli anni settanta.

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La miracolosa ostinazione la porta a produrre ogni anno pochissime bottiglie, appena 6,ooo. La sua Malvasia vinificata nella versione secca è sorprendente come sorseggiare un’anticipazione dell’estate. Il colore è luminoso come il sole che scalda le stagioni eoliane più belle. All'olfatto rivela l’essenza migliore in una festa di profumi: fiori di campo, erbe mediterranee e agrumi si confondono con l’immancabile impronta marina che al palato diventa ancora più evidente. E’ un vino salino, elegante e fresco: imperdibile.

Moscato di Noto: Noto Moscato DOC “Muscatedda”, Marabino, 2015.

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Il Moscato di Noto è un piccolo tesoro enologico gradualmente riscoperto negli ultimi anni dopo un periodo in cui le aziende produttrici erano pochissime. È l'unica varietà autoctona a bacca bianca della Val di Noto, nel territorio siracusano che appartiene all'area orientale della Sicilia. La cantina “Marabino” di Pierpaolo Messina si trova proprio nel cuore della Val di Noto in contrada “Buonivini”: una zona particolarmente fortunata per la viticoltura.

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Dai vigneti, coltivati a seicentocinquanta metri sopra il livello del mare seguendo un regime biodinamico, nasce il “Muscatedda”. Il nome del vino richiama l’appellativo locale usato per riferirsi alla prima vigna vendemmiata. Perfetto per soleggiati pranzi primaverili a base di  pesce, questo vino è l’interpretazione secca, fresca e piacevolmente morbida di un'uva aromatica e strepitosa.

Etna rosso: IGT Sicilia, “Anatema”, Etnella, 2015.

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L’Etna non ha più bisogno di presentazioni: anche dal punto di vista enologico il vulcano continua a fare innamorare grazie a caratteristiche pedoclimatiche in grado di originare vini unici al mondo. Impossibile non menzionare l’Etna quando si parla di vino siciliano, specialmente se si è a caccia di freschezza. Il territorio vanta le vigne più antiche e alle latitudini più alte d’Europa. Sono tanti i nomi delle cantine rinomate ma scopriamo una piccola e talentuosa produzione che si colloca a nord-ovest nell'area più vocata del territorio: “Etnella”.

L'anima della cantina è il produttore Davide Bentivegna, attento a preservare la cura naturale dei suoi antichi vigneti. La coltivazione delle viti osserva il tradizionale metodo ad “alberello” ed è destinata alle varietà autoctone come il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio: uve impiegate per creare “l’Anatema”. Non si tratta del vino più importante di questa cantina ma di quello più idoneo a dare il benvenuto alla stagione primaverile.

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Caratterizzato da grande bevibilità e freschezza è un rosso piacevole che invita un sorso dopo l’altro senza privarci di quella lunghezza gustativa che garantisce una gradevole persistenza al palato.

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DNA irrimediabilmente creativo, sommelier e divulgatrice enogastronomica, ama esplorare il legame tra il vino e le altre forme d’arte. Laureata in Lettere scrive di enogastronomia presso riviste di settore e collabora con tour operator di vacanze di lusso. È autrice di “Vincanto suggestioni sensoriali di degustazione”. Come sommelier si è formata presso l’Alma Wine Academy, la rigorosa scuola internazionale di Gualtiero Marchesi con sede a Parma.

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