“What’s a Sommelier to Do When They Lose Their Sense of Smell?”, cosa può fare un sommelier
quando perde l’olfatto? Che ne sarà di lui? È la domanda che i giornalisti d’oltreoceano Robert
Camuto e Julie Harans, per un articolo su Wine Spectator, hanno posto alle maggiori personalità internazionali del mondo della degustazione: tra queste, a rappresentare l’Italia, Francesco Iacono, direttore di ONAV, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino.


Tra le parole e le esperienze di illustri nomi come Philippe Faure-Brac (miglior Sommelier del mondo
nel 1992 e presidente dell’Union de la Sommellerie Française) e Pierre-Louis Teissedre (professore
di Enologia dell’Università di Bordeaux a capo di un gruppo di ricerca sugli effetti del virus nella
degustazione), Francesco Iacono ha voluto riportare la sua esperienza e la sua prospettiva.
Il direttore ONAV cita il Geo-Sensory Tasting, metodo di degustazione promosso dal ricercatore
Jacky Rigaux incentrato sulle sensazioni tattili alla bocca, la mineralità e la consistenza.


«La bocca esprime diverse sensazioni ed emozioni. Parlare con gli amici affetti dal
virus mi ha fatto pensare al modo in cui esaminiamo il vino. Trovo interessante l’approccio di Rigaux
per trovare altri modi per degustare il vino».

Francesco Iacono

L’intervento di Iacono in un contesto così significativo conferma la crescente autorevolezza a livello
internazionale dell’Associazione. Presente, con le sue delegazioni, in tutto il mondo – da Shangai a
Bruxelles, dal Perù alla Colombia – ONAV porta avanti la sua missione di divulgazione e trasmissione
della ricchezza del patrimonio enoico italiano con continuo impegno e credibilità.

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