È la prima cosa che salta all’occhio: quella corona simbolo di regalità, elegantemente impressa sulle varie bottiglie ma resa ancor più importante dalla scritta Victorya 1607 utilizzata per il Cerasuolo di Vittoria Docg, quasi a volerne rafforzare il significato. 50 % Nero d’Avola e 50% Frappato, niente affinamento in legno, solo acciaio per non alterarne la naturale personalità.

Un logo, una scritta, un vino che celano molto più di quello che si possa immaginare. In quel rosso ciliegia intenso, dai profumi di frutta a bacca rossa, dal gusto armonico ed i tannini morbidi, c’è tutta la forza d’animo, la dolcezza, l’intraprendenza delle donne, innamorate di una terra fertile capace di dare grandi vini. C’è Victorya o meglio Vittoria Colonna, colei che 410 anni fa fondò la città di Vittoria, regalando ai coloni dei vigneti perché li coltivassero. Ma c’è anche un’altra donna che nelle sue bottiglie ha voluto dare omaggio alla fondatrice di Vittoria.

È Maria Grazia Di Francesco Brunetti, autentica donna del vino, titolare di Casa Grazia. Siamo a Gela, città dalle origini greche che vanta una viticoltura antica. Qui incastonati in un microclima ideale per le viti, nei pressi del lago Biviere, vi sono i vigneti dell’azienda: 40 ettari, soprattutto a spalliera. Sono i vitigni di Nero d’Avola, Grillo, Frappato e Syrah che Maria Grazia con cura ha saputo coltivare e tradurre in vino, aiutata dal noto enologo Tonino Guzzo. Un amore per la vite nato nel tempo per perseguire un progetto da sempre cullato da Angelo, suo marito, che spesso fuori per lavoro, non avrebbe potuto realizzare.

“Quando mio marito tornava dai suoi viaggi voleva subito andare nelle vigne a vedere come stavano: a volte avrei voluto essere una foglia per l’amore con cui le guardava e se ne occupava. Sì, ne ero pure gelosa, ma poi ho imparato ad amarle!”.

Maria Grazia Di Francesco

Angelo è cresciuto con l’amore per la campagna trasmesso dalla sua famiglia. Dopo il matrimonio, i due iniziarono ad acquistare diversi terreni anche se il lavoro principale era ben altro: nel 1994 avevano creato una delle società di maggiore rilevanza nel settore oil & gas. Una famiglia di imprenditori lungimiranti che non dimentica però le origini contadine e che per questo decide di allargare sempre più la proprietà. “L’azienda esisteva già sin dagli anni ’80. Vi erano solo vigneti di Nero d’Avola e l’uva veniva venduta ad altri. Nel 2005 la svolta. Si decide di imbottigliare, stanchi anche dei ritardi nei pagamenti.

“Angelo era nel Qatar e a Dubai- continua-, io ero qui da sola: dovevo creare un’azienda vera e propria, dovevo inventarmi un marchio, scegliere le bottiglie, la grafica”. Donna caparbia e fantasiosa, Maria Grazia si rimbocca le maniche e lavora a questo sogno a cui teneva molto il marito. Una sfida che vince.

“Per me è stata una grazia del cielo. Per questo la chiamai così. Aggiunsi la parola casa perché per me significa protezione, abbraccio, calore familiare”.

Maria Grazia Di Francesco

I suoi vini oggi sono presenti in Inghilterra e Spagna, oltre che in Belgio e Danimarca, luoghi in cui quel logo, quella corona simbolo di regalità vuole continuare a raccontare dei tanti sacrifici fatti e di quanto sia importante lottare con un obiettivo: la vittoria.

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