Dai quattro elementi che generano la vita, lo chef Pietro D’Agostino riprende il racconto della sua cucina dopo il periodo della pandemia. Il fuoco, l’aria, l’acqua e la terra sono diventati per lo stellato del ristorante La Capinera di Taormina gli elementi con cui creare nove nuovi piatti dell’estate 2021.

La cucina di Pietro D’Agostino da sempre è legata ai cicli stagionali, in cui l’elemento “terra” si delinea sempre più come rifugio, appartenenza, radici. Ma è anche “liquida”, essenziale e contemporanea in un racconto dove il pesce è indubbiamente un caposaldo. Inaspettato ma vero, nei menu de La Capinera ci sono anche tanti piatti di carne, quelli in cui la potenza del “fuoco” viene domata da tecniche di cottura morbide e centrate. I sapori intensi sono ottenuti attraverso un sapiente uso del fuoco che anima ed esalta gli ingredienti che ne sanno reggere la forza.

E infine, anche l’elemento della forza rinnovatrice, l’”aria”, si insinua nei fornelli dello chef: aria intesa come connessione ‘sostenibile’ con l‘ambiente e come “esperienza” attraverso il viaggio e “contaminazione” con altre culture. “È grazie ai viaggi che molti dei miei piatti fortemente isolani assumono una netta allure internazionale e moderna – commenta D’Agostino – trasformando ed evolvendo il mio modo di essere sostenibile per scelta”.

Così, sono nati nove piatti per questa stagione di “rinascita” inseriti in due proposte di menu degustazione.

“Amo cucinare il pesce, si sa. La mia sfida è lasciare ogni singolo sapore inalterato al palato, mi piace giocare solo un po’ sugli abbinamenti con gli ortaggi, ma per il resto è un piatto schietto. Cucinare in maniera consapevole significa rispettare le materie prime, valorizzandole in ogni fase, dalla produzione alla conservazione fino alla loro trasformazione finale, attraverso un metodo di cottura ideale che ne conservi gusto e proprietà. La cottura è intesa come celebrazione di un ingrediente”.

chef Pietro D’Agostino
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