C’è chi la chiama fuazza e chi preferisce fauzza, ma la sostanza non cambia: è la buonissima pizza tradizionale licatese, impastata con farina di semola e condita con ingredienti naturali, a km zero, ed in qualche caso bio. Comunque prodotti sul territorio di questa città sul mare, ma che deve la propria economia soprattutto al comparto agricolo.

E la fuazza (o fauzza), al pari del Muffulettu Licatese (pane speziato che un tempo veniva preparato solo per il Venerdì Santo ed il Corpus Domini ed oggi nei panifici si trova ogni giovedì) è dalla terra che viene. La tradizione è antichissima, secondo i più risale al tardo medioevo e, sia pure con le molte varianti attuali, conserva un sapore che non si dimentica: quello degli alimenti poveri, ma buonissimi.

Cosa c’è dentro? È presto detto: per l’impasto viene usata, come anticipato, la farina di semola. È condita con il pomodoro fresco con la buccia, l’aglio, il caciocavallo grattugiato, il caciocavallo fresco intero e le immancabili acciughe, pescate proprio nel mare di Licata. A sorprendere, insieme alla semplicità, è la fragranza. In forno la fuazza rimane solo pochi minuti e poi è pronta per deliziare anche i palati più esigenti.

A Licata non mancano di certo i forni e le pizzerie che preparano la fauzza, offrendola ai propri clienti ogni giorno. Per assaporare quella tradizionale fate un salto in via Architetto Licata, vi conquisterà certamente la fuazza del panificio Profumi Speciali. La premiata pizzeria Sardasalata ha “ringiovanito” la fauzza tradizionale ed il new look è piaciuto a tanti. A proposito di tradizione, invece, c’è la fauzza del panificio – ristorante La Rotonda di contrada Chiavarello.

di Angelo Augusto

Condividi su:

Related Posts

Show Comments Close Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *