È finalmente ritornato a Roma l’evento che celebra i grandi vini del meridione. La quarta edizione di Beviamoci Sud si è tenuta lo scorso weekend, presso l’Hotel Villa Pamphili, storico indirizzo convegnistico della Capitale, immerso nel verde dell’omonima villa romana e da poco interamente restaurato. Una edizione di rilancio e di ripartenza così è stata definita dai suoi organizzatori, l’agenzia Riserva Grande, in collaborazione con Andrea Petrini, blogger di Percorsi di Vino, e con il giornalista Luciano Pignataro. Tanti i banchi di assaggio e le aziende, dai Castelli Romani in giù, tutto il sud Italia è stato completamente rappresentato dalle migliori etichette in circolazione e dalle più valide cantine in attività.

La Sicilia si racconta al grande festival capitolino dei vini del sud Italia

Tante le presenze, tra operatori, giornalisti e semplici winelovers. L’evento ha riscosso tanto consenso non solo per la perfetta organizzazione ma anche per l’alta qualità inconfutabile dei vini presentati. Molte, infatti, le eccellenze enologiche ognuna con la sua antica (o giovane) storia di cultura vitivinicola e territoriale.

Non da meno è quella di una delle regioni meglio rappresentate, tra le più produttive, interessanti dal punto di vista enologico, ovvero la Sicilia, alla quale la manifestazione ha dedicato, non a caso, due Masterclass, ovvero degustazioni guidate verticali o orizzontali di vini che hanno in comune un territorio o un vitigno.

La Sicilia raccontata dal Master of Wine 2021 Gabriele Gorelli

Un’intera giornata, quella di sabato 14 maggio nella quale i seminari hanno raccontato i colori della Sicilia;  curati da Assovini Sicilia (Associazione di vitivinicoltori siciliani che riunisce oltre 91 aziende vitivinicole con l’obiettivo di promuovere il vino siciliano di qualità nel mondo)  e guidati magistralmente da due volti noti del mondo enoico, nonché esperti tecnici del settore, quali Daniele Cernilli, alias DoctorWine e la guest star di quest’anno, il Master of Wine 2021 Gabriele Gorelli, il quale, anche se toscano di nascita, ci ha raccontato il suo profondo legame con l’isola e i suoi preziosi vini:

Il mondo del vino è spesso un mondo di relazioni e la Sicilia per me è una parte fondamentale delle mie relazioni, in quanto, quando ho iniziato il percorso da Master of Wine ho conosciuto colui che ora è uno dei miei più cari amici nonché un eccellente enologo siciliano, Pietro Russo della Cantina Donnafugata. È stato per me un compagno di studi fondamentale con il quale non sono mai entrato in competizione, anzi l’uno ha insegnato tante cose all’altro incondizionatamente; quindi, il mio rapporto con la Sicilia è molto bello proprio perché quando si ha una persona nella propria vita così ricca si aprono scenari sempre nuovi ed interessanti. Poi comunque nutro un estremo rispetto verso tutto ciò che è la grande varietà delle manifestazioni culturali siciliane fino ad arrivare a quella enologica che lo testimonia nella sua immensa biodiversità di cultivar. La Sicilia è un continente a sé, e come tale va studiato e comunicato nel mondo; probabilmente tutte queste grandi prerogative sono anche difficili da selezionare per poter essere comunicate perché forse è anche troppo quello che possiede questa regione, tanto di tutto, e nel diffonderlo viene anche diluito, soprattutto verso l’estero.  Credo che il processo interessante che la Sicilia può sviluppare sia duplice: selezionare all’interno della regione ciò che si vuole far passare oltre i confini nazionali e poi lasciare che le persone che sbarcano sull’isola si perdano nelle sue eccellenze e bellezze e nel perdersi si innamorino follemente di tutto il set di valori che la Sicilia rappresenta”.

Tutta la Sicilia del vino nelle due Masterclass di Beviamoci Sud

La prima Masterclass dal titolo “Il variegato universo dei bianchi nelle terre dell’Ovest siciliano” ha raccontato cinque  vini giovani della Sicilia occidentale quali:

Grillo 2021- Masseria del Feudo – Caltanissetta

Grillo – Mozia 2021 – Tasca d’Almerita – Fondazione Whitaker – Palermo

Grillo – Lalùci 2021 – Baglio del Cristo di Campobello – Agrigento

Catarratto – Midor 2021 – Tenuta Ghorghi Tondi – Mazara del Vallo TP

Alcamo classico – Vigna Casalj 2020– Tenuta Rapitalà – Camporeale PA

Mentre la seconda chiamata “Sfumature di rosso nella Sicilia orientale” ha celebrato i grandi rossi siculi di varie annate, tutti di spiccato interesse:

Il Frappato 2021– Vittoria Frappato di Valle dell’Acate (RG);

Etna Rosso 2017 – Contrada Villagrande di Barone di Villagrande di Milo (CT) (80% Nerello mascalese, 20% Nerello cappuccio e mantellato);

Etna Rosso Riserva 2017 – Contrada Blandano di Terra Costantino di Viagrande (CT) (90% Nerello mascalese, 10% Nerello cappuccio);

Etna Rosso 2019 di Piano dei Daini di Castiglione di Sicilia (CT) (90% Nerello mascalese, 10% Nerello cappuccio);

Scalunera – Etna Rosso 2019 di Torre Mora di Castiglione di Sicilia (CT) (90% Nerello mascalese, 10% Nerello cappuccio);

Amaranto Cerasuolo di Vittoria Docg 2018 di Tenuta Santo Spirito di Vittoria (RG) (%50 Frappato, 50% Nero d’Avola);

Doppio Zeta 2018 – Zisola di Noto (SR) (100% Nero d’Avola);

Saia 2019 – Feudo Maccari di Noto (SR) (100% Nero d’Avola);

Passando ai banchi d’assaggio le altre aziende siciliane presenti erano: Tenute Bosco, Az. Agricola Antonio Di Mauro, Cantine Gurrieri, Tenuta Ferrata, Sorelle Zumbo e l’immancabile Donnafugata. Delle etichette degustate sui desk ci hanno colpito favorevolmente inoltre Didyme, una Malvasia secca di Salina IGT 2021 della Tenuta Capofaro–Tasca d’Almerita; poi il trittico delle giovanissime Cantine Scudero: Aliade (Catarratto IGT), Cantata (Sauvignon IGT) e il blend Sedicidieci (Catarratto e Sauvignon IGT); infine l’inevitabile imponenza, struttura e armonia della nota Contesa dei Venti – Vittoria DOCG 2020 (Nero d’Avola 100%) di Donnafugata.

Ancora un’occasione, dunque, in cui la Sicilia ha dato il meglio di sé dimostrando di possedere uno standard qualitativo altissimo con eccellenze vitivinicole proprie di un territorio dalla inconfondibile personalità, storia e cultura… degna di un palcoscenico nazionale e internazionale.

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