Una vendemmia di ottima qualità che porterà alla nascita di vini importanti. E’ questo il parere dei tre enologi di Cantine Pellegrino che proprio quest’anno festeggia i 140 anni di vita. 

Tre territori diversi, tre cantine per tre enologi, che con competenza, riescono ad estrarre da ogni vitigno le più alte espressioni qualitative.

La vendemmia nel trapanese

A Trapani insistono le quattro tenute di famiglia, tutte diverse fra loro. Qui la produzione dei vini bianchi e rossi è curata dalle sapienti mani di Gaspare Catalano, da più di trent’anni al servizio dell’azienda. Delle quattro tenute, Kelbi, detto anche giardino rigoglioso, è il feudo più antico dove sia mai stato prodotto del vino. Queste terre sono la massima espressione del Catarratto, da cui nasce un vino bianco elegante, floreale e fruttato. La vendemmia è stata generosa e le piante, sane, hanno permesso la raccolta di grappoli integri e omogenei. Nella Tenuta Rinazzo troviamo i vigneti di Syrah: le rese, 75 quintali per ettaro, più basse rispetto allo scorso anno, insieme a una buona maturazione dei frutti che ha determinato un grado alcolico di 13,5 gradi, fanno presagire un risultato eccezionale. La tenuta Gazzerotta è la culla del Nero d’Avola. Qui invece la carenza di acqua nelle prime fasi di crescita degli acini li ha resi particolarmente piccoli, concentrati, con più buccia e meno polpa, dal colore intenso e dagli aromi persistenti. Si attendono vini molto profumati, fruttati. Infine a Salinaro, dal nome delle saline che sorgono lungo la costa, quarta tenuta di famiglia dove il Grillo trova la sua massima espressività, le piogge di fine maggio sono state provvidenziali per questa varietà, che è riuscita a maturare perfettamente senza stress idrico.

La vendemmia dei vini destinati al Marsala

«Importante gradazione alcolica e ottima qualità delle uve destinate al Marsala». Le parole sono di Enrico Stella, l’enologo di Pellegrino esperto in Marsala. La vendemmia di Grillo, Inzolia, Catarratto e Nero d’Avola, da cui si otterranno i vari Marsala, è iniziata ai primi di settembre. Le uve, sane e dalla buccia spessa, hanno avuto una resa di 82 quintali per ettaro, un dato in lieve flessione rispetto allo scorso anno, ad eccezione del Grillo, per il quale è stata una annata straordinaria, per produttività e qualità.

… e a Pantelleria

E’ a Pantelleria che cantine Pellegrino dispongono delle migliori espressioni dello Zibibbo coltivato ad alberello.  «E’ stata una grande vendemmia – ha affermato l’enologo Nicola Poma, specializzato nella produzione di vini dell’isola – . Le piogge intense da dicembre a marzo hanno consentito una idratazione profonda del terreno per cui le piante non hanno avuto stress idrici e i frutti sono perfettamente sani». Parte dell’uva raccolta ha subìto un processo di essiccazione sui graticci per divenire uva passa che aggiunta al mosto darà i passiti. Le uve destinate all’essiccazione sono state raccolte dalla seconda metà di agosto intorno al lago Venere, il cratere del vulcano che ha dato origine a Pantelleria. Si tratta di una conca molto soleggiata da sud, dove le uve maturano prima. Aggiunte per un 40% al mosto daranno origine al Passito, in una percentuale del 60% a Nes, il passito il cui nome in ebraico significa “miracolo”. Un miracolo frutto di una terra magnifica e della saggezza dell’uomo.

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