Il bilancio de Le Contrade dell’Etna 2022 se nei numeri è stato molto positivo, nei contenuti lo è stato ancora di più. Tante conferme, nuove certezze ma soprattutto inattese sorprese.

Le conferme arrivano dalla qualità media dei prodotti presentati in degustazione (sempre più alta) con le certezze che l’annata 2021 sarà straordinaria (non solo per il vino); le sorprese arrivano invece dai nuovi produttori, giovani emergenti che “ritornano” con competenza, preparazione e ambizione alla terra sposando la filosofia dei “grandi” ma con uno sguardo moderno fatto di nuovi valori.

Precursori avanguardisti come Benanti, Foti, Franchetti, De Grazia e via via tuti gli altri hanno capito che recuperare, salvaguardare, valorizzare le singolarità uniche di questo territorio sarebbe stata una grande opportunità (da qui le contrade e i relativi cru). Ci sono voluti anni di lavoro, di studio sui terreni, sulle piante, investimenti ingenti per arrivare a quella che oggi viene considerata la Borgogna del Mediterraneo.

Vigneto Serafica

Microclimi unici con escursioni termiche straordinarie. Caratteristiche morfologiche diversissime fra terreno e terreno e fra i diversi versanti (legate alle eruzioni e stratificazioni laviche). Piante ultracentenarie (pre fillossera) autoctone. Il mare e la Montagna, con maturazioni delle uve quasi perfette.

Grazie a quei “visionari” oggi la vendita dell’uva in Italia e all’estero e il vino sfuso sono diventati “imbottigliamento di eccellenze”. Ma se questa è la conferma nel mondo del vino, la vera grande sorpresa è il mondo dell’olio.

L’olio che sorprende…

La Sicilia dell’olio è qualcosa di unico, ma ancora troppo poco conosciuta al di fuori dell’Isola. Le caratteristiche organolettiche dei suoi oli ne fanno una vera perla. Grande ricchezza di varietali con la Nocellara a farla da capofila.

A Le Contrade dell’Etna, la sorpresa più grande è stata quella di scoprire e degustare oli semplicemente straordinari che nascono sull’Etna e di cui non si sente parlare sul mercato. Incredibili per qualità tanto del frutto quanto dei processi produttivi.

Le logiche sono le stesse sposate però nella produzione del vino.

In questo contesto due aziende in particolare hanno rapito la mia attenzione e i miei sensi. Due modelli produttivi diversi per dimensione ma uguali per valori e maniacalità nella cura della terra, dei processi produttivi e nella ricerca della qualità.

Travaglianti

Si tratta di SERAFICA TERRA DI OLIO E VINO e TRAVAGLIANTI ETNA. Nei loro titolari si scorge la stessa luce negli occhi quando parlano della loro terra ed emerge la stessa passione e le stesse ambizioni. Grazie a Claudio Travaglianti e a suo cugino Enrico, e ad Ausilia e Giuseppe Borzi per la disponibilità e l’entusiasmo con cui mi hanno portato nel loro mondo. Nei prossimi articoli cercherò di raccontarlo così come loro lo hanno raccontato a me.

a cura di Federico Palumbo

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