Ricco di storia, il territorio ibleo si caratterizza per la bellezza del suo patrimonio architettonico, in particolare per il barocco, vero trionfo delle forme sinuose della pietra calcarea locale. Patrimonio Unesco è la città di Modica. Il centro è un intrigo di viuzze e scalinate su cui si affacciano edifici e chiese: maestose le chiese di San Pietro e di San Giorgio, così modellate tanto da sembrare delle sculture.

Il Duomo di San Giorgio, in particolare, dall’imponente e scenografica architettura, è considerato il capolavoro artistico della città. La cupola, che si innalza per 36 metri, la maestosa scalinata di 164 gradini, la prospettiva frontale arricchita da un giardino pensile su più livelli, compongono una scenografia che ricorda Trinità dei Monti a Roma. Se si visita Modica non si può rinunciare ad assaggiare le ‘mpanatigghi.

Che dentro quelle panciute mezzalune si possa nascondere un tenero ripieno di mandorle, cioccolato, zucchero ed aromi chiunque lo potrebbe dedurre semplicemente guardandoli. Ma nessuno riuscirebbe ad immaginarne l’ingrediente che più lo caratterizza ed il cui nome inizialmente fa storcere subito il naso: il controfiletto di manzo. Ebbene sì! I famosi ‘mpanatigghi modicani, biscotti tipici della città, contengono dentro proprio la carne. Superata però l’iniziale diffidenza, attratti dal bellissimo aspetto, una volta assaggiati si è subito tentati di prenderne un altro e poi un altro ancora.

Nessun turista che abbia soggiornato a Modica ha potuto rinunciare, fra una tazza di cioccolata ed una passeggiata per le vie barocche, a fare una tappa nelle pasticcerie per acquistare questi dolcetti. Dietro a questa ricetta c’è un curioso aneddoto. Si racconta che un tempo, durante la Quaresima, non potendosi mangiare carne, le suore impietosite per le fatiche dei frati sempre in giro a predicare, avrebbero nascosto della carne tritata tra il pesto di mandorle all’interno di questi biscotti fatti con il cacao, il cui consumo invece era consentito anche nel periodo di digiuno, perché considerato alimento di magro.

Di loro parla anche il grande scrittore Leonardo Sciascia che li chiama “biscotti da viaggio” perché nutrienti e di lunga conservazione. Ecco un posto dove assaggiarli: la Pasticceria Casalindolci.

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