La “bianca” primavera ad Agrigento

L’azzurro del mare, il giallo ocra delle pietre dei templi. Sono questi i colori che vengono in mente quando si pensa ad Agrigento, l’antica Akragas (per i greci “la città più bella dei mortali”).

In primavera però il colore di Agrigento è il bianco: quello dei mandorli appena fioriti. E ormai da 74 anni la città dei templi “saluta” la primavera organizzando la “Sagra del Mandorlo in Fiore”, manifestazione che dura una settimana e più, e richiama al centro della Sicilia gruppi folkloristici, e turisti, da tutto il mondo.

All’ombra dei mandorli in fiore | Colours of Sicily

L’evento è a cura dell’Ente Parco Valle dei Templi, diretto da Giuseppe Parello e quest’anno inizia il primo di marzo, per concludersi il 10, vivendo di tre momenti. Il primo dedicato al “Festival dei bambini”, con le sfilate dei piccoli dei gruppi folk siciliani, ed i laboratori al Palacongressi sempre dedicati ai piccoli. Nei giorni centrali della festa a farla da padrone sarà il cibo. Anche quest’anno l’evento ospita “Mandorlara”, show cooking di pasticceri ed istituti alberghieri che preparano dolci, ovviamente, a base di mandorle. E, per la prima volta, all’evento parteciperà anche “Le Soste di Ulisse”.

Il Festival Internazionale del Folklore avrà inizio l’8 di marzo ed a prendervi parte saranno ben 22 gruppi folk che arrivano da ogni parte del mondo per contendersi il “Tempio d’Oro” che sarà assegnato l’ultimo giorno dell’evento. Chicca dell’edizione numero 74 del “Mandorlo in Fiore” è il riconoscimento, giunto proprio nei giorni scorsi, dell’Unesco, che ha dato il patrocinio all’evento.

All’ombra dei mandorli in fiore | Colours of Sicily

Dove e cosa mangiare

Il “Mandorlo in fiore” è un’occasione per assaggiare i piatti agrigentini. Nel centro storico, a ridosso della centralissima via Atenea, la tradizione e la sperimentazione in cucina vanno a braccetto. Al numero 21 di via Empedocle, per esempio, c’è Ginger People&Food, ristorante aperto da un paio di anni dove Mareme Cisse, di Dakar, concilia la cucina italiana e quella africana.

All’ombra dei mandorli in fiore | Colours of Sicily

Da non perdere il couscous tradizionale che alla chef è valso, nel 2017, il premio speciale della giuria tecnica del CousCous Fest di San Vito Lo Capo. Il locale, tra l’altro, è gestito dalla cooperativa Al Kharub che si occupa dell’integrazione di disabili, migranti e rifugiati.

La Millefoglie di triglie è una delle specialità dell’Osteria Ex Panificio, in piazza Sinagra 16, tra il Municipio ed il teatro “Pirandello”. E se amate la cucina tradizionale non potete perdere “U Brisciuluneddru cu sucu” oppure il Medaglione di manzo glassato al miele di ape nera.

Sempre in via Atenea, al numero 236, c’è U Strittu di Sant’Anna, ristorante – pizzeria dove è possibile assaggiare un ottimo Filetto di maialino al Nero d’Avola, con cipolla caramellata su cialda di parmigiano o, se preferite, il Calamaro scottato con crema di zucca.

Passeggiando per il centro storico, partecipando alle sfilate dei gruppi folk che con i loro costumi ed i colori richiamano migliaia di persone, se non volete proprio perdervi un attimo dello spettacolo, fermatevi in via Pirandello 21. Qui c’è Siculò, un ristorante – rosticceria che serve arancine con ripieni di ogni tipo, compreso quelle con il pesto di mandorle. In alternativa gli hamburger con il suino dei Nebrodi.

 

[foto di Linda Amella]

[siteorigin_widget class=”SiteOrigin_Widgets_ContactForm_Widget”][/siteorigin_widget]

Rispondi