La parola in siciliano ha suono strano, un po’ difficile per chi non è di qua poterla pronunciare. Ma la sua popolarità va oltre l’isola. È l’astrattu ossia l’estratto di pomodoro, una conserva che da secoli si produce nelle case dei siciliani. 

La preparazione dell’estratto è una pratica antica che mette insieme la genuinità del re dei campi estivi, il pomodoro, con la sapienza di antichi gesti tramandati oralmente di madre in figlia. Sono tre gli ingredienti che servono per fare un buon estratto: pomodoro, sale e sole. A questi si aggiungono i movimenti sapienti delle mani esperte delle donne che da generazioni si occupano di questa preparazione: il succo di pomodoro viene steso sulle antiche tavole di legno, le “maidde”, secondo gesti lenti e sempre uguali. Il sole con i suoi raggi caldi e persistenti fa asciugare il pomodoro e poi si procede con la raccolta del preparato nello “scanaturi”. Ed ecco pronto il concentrato di pomodoro, elemento fondamentale di parecchi piatti della tradizione culinaria isolana. Ma c’è un paese siciliano, in particolare, dove questa tradizione viene celebrata ogni anno con una manifestazione. È Aspra, piccolo borgo di pescatori a pochi km da Palermo.

“L’astrattu”, la conserva siciliana per eccellenza | Colours of Sicily

L’evento si chiama “Ciauru ri astrattu” ed è organizzato dall’Associazione Culturale Altura. Per due giorni, storie, leggende e aneddoti sulla preparazione dell’estratto si intrecciano con storie, leggende e aneddoti della vita di mare, principale sostentamento della borgata. A far da collegamento tra il pomodoro e il mare, è il sale, elemento naturale fondamentale sin dai tempi antichi, quando veniva usato come moneta di scambio e alla cui raccolta e produzione, in Sicilia, è legata l’attività di importanti aziende a livello mondiale.

Qui il programma della manifestazione 

>> https://www.facebook.com/ciaururiastrattu/

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Originaria di Vittoria così come il suo vino preferito, il nobile Cerasuolo di Vittoria Docg. Dopo la maturità classica, la Laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari con una tesi sperimentale sulla ricotta iblea (il formaggio è la sua seconda passione, dopo il vino!). Collabora con diversi giornali on line e non di enogastronomia. Gentile, chiacchierona, ma anche amichevole, è da molti definita un “vulcano”. Ama stare fra la gente soprattutto con coloro i quali condivide le sue stesse passioni: l’amore per la sua terra e le cose buone da mangiare.

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