Briose, piacevoli ed eleganti: anche la Sicilia ha le sue bollicine

L’isola è al passo con il trend nazionale che sconosce la crisi di questa particolare tipologia di vino: gli spumanti. Fino a non molto tempo fa sarebbe stato impensabile associare la regione a spumeggianti vini di qualità ma oggi è un dato: anche la Sicilia vanta produzioni enologiche interessanti in fatto di bollicine. Se dunque le vostre papille non le hanno ancora testate, è il momento giusto per farlo: brindate made in Sicily!

“Terzavia” Marco de Bartoli

Tradizione francese e creatività siciliana s’incontrano nella “Terzavia” di Marco de Bartoli, produttore ingegnoso e dalla sensibilità interpretativa. Dalle sue vigne di oltre trent’anni nasce questo spumante particolarissimo e godibile. Originato da quell’uva Grillo da cui si ottiene il celebre Marsala che proprio questa cantina ha contribuito a rivalutare. Il 50% del vino base affina dodici mesi in acciaio mentre il restante 50% affina in barrique e tonneau di rovere francese, sui propri lieviti. Le viti affondano le radici in contrada Sampieri a Marsala, provincia di Trapani, e vi regalano questo vino intenso, tagliente, dalle note agrumate e dalla freschezza mediterranea.

“Mira” Porta del Vento

Restiamo in una zona vitivinicola altamente vocata alla qualità per scoprire a Camporeale una cantina dove le viti, sono perennemente accarezzate dal vento e sfidano la quota seicento metri di altitudine. Nel bel mezzo di due aree in cui si producono vini a denominazione d’origine controllata (Alcamo e Monreale), il produttore Marco Sferlazzo cura la sua produzione interamente artigianale. Anche questo spumante è l’originale risultato della lavorazione di un’uva autoctona siciliana il “Cataratto” e segue una rifermentazione che osserva il metodo classico. Diciotto mesi di affinamento in bottiglia vi sorprenderanno con sorsi densi e ricchi di frutto.

Brut Rosè Terrazze dell’Etna

Dalle antichissime terrazze dell’Etna, vulcano a strapiombo sul mare si originano quei vini figli di una viticoltura eroica. Lingue di fuoco scivolano sui fianchi della “montagna” su cui ha scommesso la famiglia Bevilaqua e si trasformano in quella polvere scura che crea un habitat straordinariamente fertile per la vite. Da questo terroir magico nasce un prodotto impeccabile: rigore ed eleganza s’incontrano nella produzione del brut rosé originato dalle nobili uve Pinot Noir e da una piccola percentuale (10%) di Nerello Mascalese, vitigno autoctono etneo. Il risultato al palato è un sorprendente equilibrio gustativo dalla chiusura sapida. Colore cipria brillante, perlage finissimo e naso seducente ai frutti di bosco non guastano.

“Noblesse” Benanti

Restiamo nel magnetico terroir dell’Etna. Nel versante nord est la cantina Benanti, sinonimo d’eccellenza, produce un accattivante metodo classico da uva Carricante al 90%: una bella sfida vinta a pieni voti. E’ uno dei pochissimi esempi infatti di spumante originato da quest’uva autoctona protagonista della viticoltura etnea. L’incredibile freschezza del risultato è garantita dalle caratteristiche pedoclimatiche uniche di cui può godere l’Etna nonostante il macroclima isolano. La veste giallo paglierina fa coppia con un perlage elegante, al naso delicati e acri sentori d’agrumi, il tutto precede un sorso rotondo ma dotato di un certo tenore di acidità e da un retrogusto sapido dalla lunga persistenza.

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