Continua il tour a Favara, nell’agrigentino, con i piaceri del palato

Se si viene a Favara ci sono delle cose imperdibili da provare. Tra queste i “cudduruna”, tipica pizza imbottita dal sapore rustico. “Al punto caldo Cicchidu” di Giuseppe e Salvatore Mendolia vengono cotti nel forno a legna. Giuseppe, che è anche panettiere itinerante, sul suo panificio a quattroruote munito di forno a legna, li prepara a domicilio.

Dal salato al dolce: ecco Marzipan, il museo della mandorla, una delle ricchezze di questo territorio, ingrediente principe insieme al pistacchio, dell’agnello pasquale di cui ogni famiglia ha una sua personale ricetta. Circa duecento le varietà di mandorle esposte al museo che raccoglie le testimonianze di chi come la famiglia Re la esportava in tutto il mondo ed inoltre anche gli utensili che servivano per la lavorazione di questo prezioso frutto a guscio, cardine dell’economia. Il Marzipan è un museo interattivo, dinamico, aperto alle scolaresche e ai turisti che possono anche mangiare attorno ad un grande tavolo conviviale, immersi nella tipica atmosfera di una cucina siciliana d’antan, i piatti preparati con le eccellenze agroalimentari del territorio. 

Ma gli occhi, inutile dirlo, sono catturati dalle trine, dalle fine fattezze dell‘agnello pasquale, il dolce ambasciatore di Favara. “Fin da piccola come in ogni famiglia si faceva l’agnello per il periodo pasquale o si regalava. Più che una passione, una vera e propria devozione che i favaresi hanno in quello che è il simbolo della Resurrezione” – afferma Eleonora Cavaleri, 35 anni, appeal mediterraneo, che accoglie i turisti nella sua piccola pasticceria laboratorio “Cosi Dunci” dove prepara l’agnello pasquale tutto l’anno. Con lei a volte anche i turisti al lavoro per imparare a realizzare quello che è diventato il souvenir simbolo della città di Favara. Decorato a mano, è un capolavoro d’arte di bellezza e gusto con la farcitura di pistacchio che lo rende unico. Un diploma di ragioniere ed un lavoro di commessa, Eleonora decide di realizzare il sogno di papà Giuseppe: aprire un laboratorio artigianale dove lavorare la “sua” mandorla, quella che nasce nei terreni di famiglia.  “Oltre all’agnello pasquale- dice orgogliosa– realizzo anche le coffe, le trinacrie, i bummuli con le mandorle di casa Cavaleri e pistacchio della Valle dei Platani, in omaggio alla mia terra”. E un gesto d’amore per papà Giuseppe che da lassù la guarda soddisfatto.

 Ancora avvolti dal profumo delle delizie di “Cosi dunci”, ci spostiamo a Piazza Cavour dove si affacciano alcuni palazzi dell’800 come la splendida biblioteca Barone Mendola, la barocca chiesa del Rosario, il Castello Chiaramonte. Qui, la vista del volto di Sofia, la prima donna favarese vissuta circa seimila anni fa rinvenuta in contrada Scintilia, a Favara, racconta una storia lunga millenni. La ricostruzione craniofacciale è stata realizzata in collaborazione con l’Istituto di antropologia forense dell’Arcadia University di Philadelphia. 

Girando nel dedalo di strade del centro storico, lo sguardo è attratto da un antico palazzo in pietra con balconi in vetro. È l’Alba Palace Hotel che nel 2017 ha vinto il premio internazionale di architettura e design Bar- ristoranti-hotel d’autore, sbaragliando la concorrenza di ben 177 progetti. Antonio Alba, imprenditore e proprietario, è stato un pioniere del settore ricettivo. “E pensare –dice – che sono stato il primo ad aprire un hotel a Favara, il Belmonte. Adesso, grazie all’interesse suscitato da Farm, ci sono ben duecento posti letto, segno della vivacità imprenditoriale nel campo dell’ospitalità e della domanda turistica crescente”. Nel 2018, l’Alba Palace è stato selezionato dall’architetto Mario Cucinella, curatore del padiglione Italia alla Biennale di Venezia, scelto per la simbiosi tra modernità e tradizione, tramite la conservazione delle parti autentiche dell’edificio e l’innesto di materiali contemporanei. “Non ci fermiamo mai- dice Alba– perché vogliamo dimostrare che a Favara la rinascita è possibile”. Un’eccellenza inaspettata in un territorio dimenticato negli anni dalla politica, che ha visto un’urbanizzazione senza regole, con case affastellate l’una sull’altra dove la furia del mattone ha costruito senza regole né controllo. 

Favara riserva non poche sorprese: “effe” come “futuro”, la prossima scoperta.

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