Dal 28 giugno al 27 ottobre, al via la prima edizione di “Countless Cities, the biennal of the cities of the world”, la biennale che racconta con i linguaggi dell’arte, dalla fotografia alla pittura, dalla scrittura alla scultura alla musica, le buone pratiche della città del mondo e le idee innovative che contribuiscono a renderle diverse. Favara, ombelico del mondo. Ci sarà l’architetto inglese di origini ghanesi David Adjaye, tra i più influenti al mondo, a curare il padiglione centrale della Biennale dedicato a 53 capitali del continente africano, per scoprire un’Africa “altra”, diversa dai soliti stereotipi. Ci sarà un padiglione dedicato alla Cina e spazi per Birmingham, Nairobi, Beirut, Tel Aviv e Gerusalemme. L’impatto delle fondazioni americane sulle città del mondo sarà protagonista nel padiglione di New York e Chicago. Ed ancora gli esempi di Tunisi, Berlino, Matera e tante altre città ancora.  La governance, le città resilienti e la nuova consapevolezza dei giovani, l’asset principale su cui si snoda l’ambizioso progetto di Florinda Saieva e Andrea Bartoli, di Farm Cultural Park: la sesta meta al mondo d’arte contemporanea en plein air. Un’utopia che in due lustri è diventata una realtà di respiro internazionale. 

La zia Maria, 76 anni, abitante da generazioni del cortile Bentivegna, uno dei sette cortili di Farm, non avrebbe di certo potuto immaginare d’incontrare lì artisti, esperti, operatori della stampa provenienti da ogni parte del mondo che avrebbero raccontato questo angolo di Sicilia strappato alla mafia e al degrado con un progetto di ri-generazione urbana dove il diritto alla Bellezza è strumento di rinascita e di riscatto. 

Farm Culturale Park. Difficile da spiegare, entusiasmante da vivere

Basta lasciarsi contagiare dal flusso di energia che si respira tra i palazzi recuperati e trasformati in spazi sociali come una cucina, luoghi d’incontro, residenze per artisti ma anche habitat per laboratori d’architettura per bambini, percorsi di crescita per adolescenti che organizzano anche un festival e progetti di cittadinanza attiva per giovani donne d’ogni parte d’Italia, che intendono impegnarsi in politica. Hanno vinto il bando “Nuove Generazioni” di Conibambini.org per il contrasto delle povertà educative, con un progetto destinato a bambini e adolescenti tra i 5 e i 14 anni. Hanno in cantiere “Libera Tutti”, un nuovo progetto di comunità vincitore del bando “PRENDI PARTE! Agire e pensare creativo” promosso dalla Direzione Arte, Architettura contemporanee e Periferie Urbane del Ministero per i Beni e le attività culturali, per realizzare attività creative nelle aree caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, con il coinvolgimento di giovani tra i 18 e i 29 anni– e soprattutto per i NEET (ragazzi che non studiano e non lavorano).

 Se guardo il mondo con i miei occhiali di notaio – afferma Andrea Bartoli – vedo macerie, ma se lo guardo con le lenti di Farm mi restituisce la speranza di costruire nuovi modi di abitare, di vivere, di lavorare insieme, senza discriminare”. Prendersi cura dei luoghi e delle persone, con una nuova vision di restituzione e non di appropriazione, la sfida dei coniugi Bartoli. “Quando dieci anni fa ci trovammo davanti ad un bivio se scegliere di rimanere a Parigi o vivere a Favara, abbiamo deciso di metterci in gioco. Tra aspettare che le cose accadano, è meglio farle accadere- spiega convinta Florinda Saieva, 41 anni, studi giuridici con una specializzazione in diritto canonico-. All’inizio non è stato facile: i favaresi ci guardavano con sospetto perché rappresentavamo una novità. La società di oggi misura tutto con la capacità di avere, di guadagnare – afferma Florinda-. Più che il risultato a noi interessa la capacità di coinvolgimento delle persone nel processo artistico”.  

La nuova scommessa dei Bartoli è SPAB, Società per Azioni Buone

È un circuito virtuoso in cui tutti i cittadini sono chiamati al senso di responsabilità e di consapevolezza per migliorare la qualità della vita delle loro città, per creare opportunità di formazione e di inserimento lavorativo per i giovani, aree verdi e recupero abitativo in modo sostenibile. “Convincendo i nostri cittadini avremo più di 50 milioni di euro da investire per migliorare il futuro delle nostre città senza dover più aspettare la politica o lo Stato- spiega Andrea -. Metteremo insieme persone che possiedono immobili strategici per lo sviluppo con altre che possono fare degli investimenti in denaro e altri che hanno le competenze per portare avanti questo percorso”. È un fiume in piena. “Le banche delle nostre città sono piene di soldi. A Favara, ma è così in tutte le città italiane, si stima in difetto che ci siano 500 milioni di euro in depositi bancari. Convincendo a versare il 10 per cento di ciò che si possiede, possiamo creare città vivibili dove il cittadino diventa azionista di una porzione di città”. Utopia?  Quando Andrea Bartoli iniziò l’avventura di Farm lo chiamavano il “notaio pazzo”. Controcorrente, lui e la moglie hanno messo in atto in questi anni una rivoluzione pacifica che a Favara, 32mila abitanti a circa 9 km dalla Valle dei Templi, ha segnato una svolta. Dai 100 alle 120 mila le presenze turistiche in un anno in un territorio soffocato dal cemento selvaggio che, grazie alla curiosità suscitata da Farm, ha visto crescere l’indotto turistico. Favara è sì un progetto di vita per Andrea e Florinda ma soprattutto un modello di sperimentazione di buone pratiche di partecipazione attiva che sono già state replicate in altri ambiti regionali, nazionali ed internazionali.  

“Effe” come “free”

Libertà dalla plastica è il leit motiv di “Fuori Biennale” la mostra organizzata dall’amministrazione comunale che si terrà per tutto il periodo di “Countless Cities”, dedicata all’uso consapevole della plastica.  Coinvolti i giovani studenti dell’Istituto Comprensivo “Bersagliere Urso”, prima scuola plastic free d’Italia, e gli studenti della Facoltà di Architettura di Palermo, coordinati dal prof. Giuseppe Gurrera. Le installazioni sono composte quasi unicamente da materiale di scarto. Sono previsti convegni, proiezioni per incentivare i cittadini ad essere protagonisti con le loro azioni della tutela dell’ambiente. “Sono doppiamente orgogliosa- dice Anna Alba, primo cittadino di Favara– sia per il risultato conseguito dai nostri studenti che insieme ai docenti sono passati dalle proteste ai fatti con l’utilizzo di bottiglie d’alluminio riutilizzabili e meno inquinanti e poi perché questa mostra si terrà nei locali dell’ex Ipab del Barone Mendola. Nei terreni che ci sono stati assegnati prevediamo anche di fare degli orti urbani”. Una strada in salita la sua. “Abbiamo vinto il referendum con l’annessione di Favara Ovest che ha coinvolto i cittadini dei comuni di Aragona, Agrigento e Favara e questo ci permetterà finalmente di ripensare lo sviluppo urbanistico della città anche con più servizi e più aree verdi. Dobbiamo fare in modo- dice convinta– che i nostri giovani possano avere la possibilità di scegliere di rimanere qui, in una terra che ha tante eccellenze. Intanto stiamo lavorando al riconoscimento della Deco per l’agnello pasquale, il dolce ambasciatore della nostra terra”. 

Appuntamenti imperdibili per gli appassionati d’architettura e di design per scoprire di Favara, un’altra declinazione di “effe”, come “food”.  Ma di cibo vi racconteremo la prossima volta.

Rispondi