Generosa pianura, degna di essere esaltata, in ogni tempo, che racchiude nel suo grembo ogni specie di alberi e di frutta, che da sola offre tutte le delizie presenti in ogni luogo, con gli incanti del suo florido paesaggio avvince a tal punto che, chi ebbe in sorte di vederla una volta, a stento, per qualsiasi lusinga, potrà mai staccarsi da essa” (Ugo Falcando XII secolo).

Questa visione paradisiaca è stata immortalata dai pittori ottocenteschi Michele Cortegiani e Francesco Lo Jacono attraverso le loro vivide pennellate, restituendoci la visione di una città immersa in una rigogliosa piana, fertile e ricca di piante, oggi quasi totalmente cancellata da decenni di incontrollata attività edilizia.

Quasi, grazie al cielo. Esiste infatti un eroico lembo di terra dove è possibile ritrovare quella dimensione verace ed autentica dei fasti del Genoard (da gennet-ol-ardh) – che significava “paradiso della terra” – l’antico parco regio dei sovrani siciliani di stirpe normanna: stiamo parlando del giardino biologico (con annesso agribistrot) “Io.Bio”.

A due passi (in linea d’aria) dalla Cubula (detta anche Piccola Cuba) e dalla seicentesca Villa Di Napoli (o Villa Napoli, che ingloba i resti medievali della Cuba soprana), poco distante dalla Cuba, dalla Zisa e da molti altri silenti gioielli superstiti che adornavano quest’area della Conca d’Oro, la realtà di Io.Bio è capace di catapultare letteralmente l’ignaro avventore in una dimensione atemporale che interessa tutti i sensi: suoni, odori, visioni, sapori ed esperienze tattili rapiti dalla varietà delle specie floristiche e faunistiche in essa custodite, tra le quali agrumi, ulivi, fichi, pavoni, galline, conigli, faraone, oche, caprette, solo per citarne alcuni.

Un innovativo concept di fattoria urbana che con l’annesso agribistrot materializzano la coraggiosa (quanto visionaria) scommessa di Marco Piraino.

Io.Bio: l’oasi sensoriale nel cuore di Palermo | Colours of Sicily

Piraino è lo chef siciliano che ha fatto del proprio lavoro e dell’amore per la natura e la propria terra il suo scopo professionale. Classe ’85, laureato in economia e allievo di Peppe Giuffré, Marco Piraino si è fatto le ossa (gastronomicamente parlando) le cucine frequentate da clientele esigenti che hanno saputo apprezzare la sua creatività, semplicità e ricerca dell’alta qualità nelle materie prime.

Io.Bio: l’oasi sensoriale nel cuore di Palermo | Colours of Sicily

Produzione propria (giardino biologico) e manipolazione culinaria che fanno della recentissima (novembre 2018) esperienza dell’agribistrot una sfida vincente con un menu che segue pedissequamente le stagioni, rivisitando i cavalli di battaglia della cucina tradizionale, come le arancinette agli agrumi – preparate con zeste biologiche – o “le due facce dello sfincione”, una versione innovativa di uno dei pilastri della gastronomia di strada siciliana. Sulla scia della creatività anche la carta dei dessert il cui fiore all’occhiello è rappresentato da “Il Regno delle Due Sicilie” ardito nella nomenclatura ma incredibilmente sorprendente al palato.

Ogni ingrediente è una irrinunciabile occasione per Marco Piraino per realizzare una pietanza capace di trasmettere ai sensi esperienze uniche, come i crostini di pane nero con uova di quaglia, l’uovo di terra e mare, i tonnarelli con crema di carciofi e ragù di pesce bianco e il vitello tonnato con crema di capperi e polvere d’uovo e cucunci.

E questo è solo una parte del menu di primavera, senza contare le proposte gastronomiche delle altre stagioni.

Rispondi