Sull’Etna un giovane birrificio artigianale racconta il fascino mitologico del Vulcano nelle sue etichette

Materie prime di qualità e soprattutto del territorio, in primis l’acqua proveniente dalle falde dell’Etna, si mescolano ad antiche storie di personaggi mitologici e danno vita a delle birre di straordinaria bontà. L’idea di produrle è nata un po’ di anni fa a Delfio Faraci e Leonardo Biasi, due imprenditori dotati di spirito di innovazione e creatività ed entrambi conoscitori e cultori a vario titolo del mondo della birra, che nel 2014 hanno creato il Birrificio dell’Etna. Inizialmente era un beer firm ma dopo qualche anno i due amici lo hanno trasformato in un micro birrificio indipendente. Dal 2017, infatti, lo stabilimento sorge ai piedi dell’Etna ed è dotato di un’ampia sala cotte e fermentatori, di una linea di imbottigliamento automatica, di un magazzino a temperatura controllata grazie alla quale la birra completa il proprio periodo di maturazione e di una sala degustazioni. La passione per i metodi artigianali di fare birra, il legame al territorio, le materie prime accuratamente selezionate, un team giovane e dinamico, un packaging ricercato, sono le carte vincenti di questa realtà artigiana che nel giro di pochi anni ha visto aumentare la sua produzione che attualmente vanta 9 differenti tipologie di birra, tutte non filtrate e non pastorizzate, ognuna riportante il nome di un personaggio mitologico. 

“La scelta di ricondurre i nomi delle varie birre alla mitologia classica – spiegano i due titolari- è stata fatta per aumentare ulteriormente il legame con il territorio che circonda il birrificio. I faraglioni di Aci Trezza, nell’Odissea, sono i macigni che lanciò il ciclope Polifemo (Polyphemus) ad Ulisse (Ulysses), durante la sua fuga in mare; Giunione (Juno) aiutò Ulisse, a superare Scilla e Cariddi; Efesto (Ephesto) nella mitologia romana, era il dio Vulcano”. Importante la materia prima: oltre l’acqua come prima detto proveniente dalle falde dell’Etna, ricchissime di oligominerali e donano alle birre qualità eccellenti, ritroviamo l’utilizzo dell’antico grano siciliano “Perciasacchi” utilizzato nella Blache Juno, del pistacchio verde di Bronte DOP che arricchisce la Blonde Ale Heracles, mentre il mosto di Nerello Mascalese caratterizza l’Italian Grape Ale Polyphemus. “Molto apprezzate – aggiungono Faraci e Biasi – anche l’American Pale Ale Ulysses dai sentori agrumati e di frutta tropicale, la Belgian Dubbel Ephesto dai sentori di nocciola e caramello e l’Imperial Stout Prometheus dai decisi sentori di cioccolato amaro, rum e caffè. Appena nata la linea Cyclope, che con il suo classico formato da 0,33 L ed un design più frizzante, attira anche i giovanissimi”.

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