Le saline di Trapani. Mulini al vento, Sicilia a ovest

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Nel Trapanese, terra dei Fenici rimasta ai margini della grande civiltà greca ma non per questo avara di fascino, la Sicilia mostra il volto di una natura straordinaria: i colori del sole al tramonto, il blu del mare, i profumi dell’erba e della salsedine colpiscono ogni visitatore. Ed è proprio in questo posto che si possono ammirare le Saline dove da secoli si produce l’Oro Bianco della Sicilia, il sale.

Le saline e i mulini a vento sul mare

Sembrano delle montagnole di sale coperte da tegole di terracotta, sullo sfondo i mulini a vento sparsi qua e là, testimoni di antiche culture: un paesaggio da fiaba! La notevole importanza di queste Saline è dovuta all’elevata concentrazione di sale del Mediterraneo e alle condizioni climatiche favorevoli. La temperatura (che cresce lentamente da aprile fino a luglio-agosto), la scarsa piovosità ed i venti che rendono umida l’aria, consentono un periodo di evaporazione di cinque o sei mesi l’anno.

Come funzionano le saline?

Le Saline sono costituite da un gran numero di vasche di diversa dimensione e profondità. Con il caldo estivo si determina una veloce evaporazione dell’acqua marina e dunque la cristallizzazione del sale. Le vasche sono circondate da argini in pietra di Favignana. Il loro fondo è reso liscio e impermeabile grazie all’argilla, alla sabbia e al gesso. La prima vasca è detta “fridda” in quanto riceve l’acqua a temperatura ambiente: questa vi entra direttamente dal mare. Segue un secondo ordine di vasche, i vasi di acqua cruda o “retrocalda” con una profondità più bassa. L’acqua vi viene pompata, essendo il livello superiore a quello del mare.

Per consentire una migliore evaporazione, le vasche diminuiscono di ampiezza e profondità, ma aumentano di numero. ne Il terzo ordine di vasche è costituito dalle “ruffiane”. Si tratta di vasche ancora più ridotte in superficie oltre che in profondità, dal momento che vi viene fatta affluire acqua più densa e più calda che non nelle vasche precedenti.

A seguire troviamo il quarto ordine di vasche di evaporazione, costituito dalle vasche “calde”, quadrate, accostate su due file, che alla fine danno un’acqua “fatta”, per la deposizione del sale.  Passando da una vasca all’altra, l’acqua subisce poco alla volta un processo di evaporazione modificandosi. E’ nelle ultime vasche che avviene la precipitazione del sale in minuscoli cristalli.

La raccolta

Dopo circa 40 giorni si può dare inizio alla raccolta. Gli operai rompono con un palo di ferro la crosta di sale che nel corso dei giorni si è formata e riuniscono i cristalli sottostanti in cumuli, permettendo lo scolo delle ultime acque. Altri operai si occupano della raccolta del sale grazie a mezzi gommati e binari elettrici.

Saline azienda Culcasi

Il Museo del Sale

Nel territorio di Paceco, a Nubia, ha sede il Museo delle Sale della famiglia Culcasi. Vi sono conservati gli antichi attrezzi di lavoro utilizzati dai salinari per l’estrazione e la raccolta, quali pale, mazze, ceste, corde, carriole, spire di Archimede. Il viaggiatore, muovendosi tra questi ambienti, può comprendere meglio l’alto valore culturale di un antico mestiere, quello della salicoltura. Vi andrebbe di visitare questi posti?

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