Fare un vino non è seguire un protocollo ma assecondare un’annata, rispettare un territorio” afferma Luca D’Attoma, enologo che ieri ha fatto tappa sull’Etna per una masterclass presso la cantina “Terra Costantino” a Viagrande.

Affiancato da Daniela Scrobogna celebre sommelier e docente della Fondazione italiana Sommelier ma senza la sua “spalla” Andrea Lupi, D’Attoma ha condotto un’avvincente degustazione di fronte a un pubblico di tecnici e appassionati concludendo il suo tour tra sette tra le migliori cantine dello stivale.

Pluripremiato a livello internazionale, D’Attoma è consulente di svariate e prestigiose cantine italiane.

La degustazione, a cura della FiS, ha previsto l’assaggio di 12 vini di tutta Italia soprattutto rosati e bianchi originati nel rispetto di un regime biologico e in alcuni casi biodinamico di produzione.

Dagli assaggi è emerso un grande rigore nella produzione dei vini, tutti caratterizzati da precisione, pulizia e freschezza smentendo chi sostiene la natura imperfetta e maleodorante di produzioni particolari come quelle biodinamiche.

“deAetna” – Etna DOC rosato 2018, Terra Costantino

La degustazione si apre con questo rosato dal color del rame che vira verso l’oro antico.

Un vino dal naso fragrante e succoso dove le note fruttate lasciano spazio a uno sfondo più fumè e minerale. Nonostante si tratti del primo vino della batteria, si avverte già un certo carattere da vino da tutto pasto abbinabile a crostacei, tonno, pesce rosso.

Sapidità e freschezza marcano il palato, un finale di lunga persistenza chiude piacevolmente il sorso.

“Si”- Costa Toscana IGT, rosato 2018, Duemani

In questo secondo rosato il colore si fa più intenso, un luminoso “buccia di cipolla” che brilla nel bicchiere, un colore accattivante grazie all’uso dell’anfora che consente con un minimo apporto d’ossigeno la stabilizzazione del colore.

Vino da uve Syrah macerate a freddo e fermentate in anfore di terracotta e blend di argille diverse (argille toscane ricche di ferro che conferiscono la colorazione rossiccia insieme a anfore bianche del nord). Al naso si avvertono piccoli frutti rossi, spicca la presenza di ciliegia e amarena. Il gusto è avvolgente e più rotondo rispetto al primo campione e si caratterizza per un grande equilibrio, una freschezza che sorprende per l’impalpabilità del tenore alcolico di tredici gradi.

“Spelt” – Cerasuolo d’Abruzzo superiore DOC rosato 2018, Fattoria La Valentina

Un colore ancora più intenso caratterizza questo terzo rosato che si presenta già quasi come un rosso alla vista con le sue nuances color ciliegia da Cerasuolo. Il naso sorprende per la complessità del bouquet con sentori di macchia mediterranea e una grande ricchezza olfattiva che lascia spazio anche a leggere note fumè. Il gusto è avvolgente e conferma la ricchezza di questo rosato che anche al palato assomiglia più a un rosso. Una lunga e gradevole progressione gustativa si avverte in chiusura.

“deAetna”- Etna DOC bianco 2017, Terra Costantino

Il primo bianco della sequenza si presenta alla vista con nuances verdoline, i profumi sono agrumati, si avvertono note mentolate simili a quelle dello Charddonay ma anche un timbro quasi burroso che viene anche richiamato al palato dove la sensazione cremosa e avvolgente si posa su una struttura di grande freschezza. Vino da uve Carricante (80%), Catarratto e Minnella che regala una certa setosità all’insieme (nonostante per molto tempo si è trattato di un vitigno bistrattato dagli addetti ai lavori). Come per tutti i vini dell’Etna è indispensabile la variabile temporale: sono vini che richiedono tempo ma è questa la ricchezza di una zona vitivinicola come l’Etna per lasciare esaltare quella mineralità che procura spesso ai vini di questa terra il paragone con la Borgogna.

“Da Fora’ Manzoni” – Trentino DOC bianco 2018, Cantina Toblino

Presentato in anteprima assoluta nel corso della serata questo bianco da montagna nasce da una varietà nuova: il Manzoni bianco (da vitigni Riesling e Pinot bianco) in blend con lo Chardonnay.

Alla vista il colore si presenta scarico, un paglierino, verdolino da tonalità poco accese. Al naso si percepiscono fiori bianchi e gialli, mandorla e frutta secca. Il gusto risente ancora della ricerca di un equilibrio: non esattamente ancora pronto per esprimersi al meglio, molto delicato e poco espressivo ma si tratta del resto di un’anteprima.

“Foll Chardonnay” – trentino DOC bianco 2018, cantina Toblino

Vino da uva Chardonnay: vitigno più importante della produzione trentina, esaltato in questo caso dal passaggio in anfora che consente al varietale d’esprimersi.

Anche per questo campione si è trattato di una degustazione in anteprima assoluta. Alla vista il colore delicato ha lasciato poi spazio a un naso molto seducente ed elegante in cui la crema di limone si è sommata alle note agrumate più fresche.

Il gusto richiama i sentori dell’olfatto dove si ritrova ancora una volta la crema di limone insieme al pan brioche, leggere note fumè che danno tridimensionalità e sentori salmastri che si alternano a quelli mediterranei agrumati.

Petit Arvine” –Valleé d’Aoste DOP bianco 2018, Rosset

Vino da Petite Arvine, varietà di montagna dalla grande acidità e dall’importante potenziale d’invecchiamento, un’uva che generalmente è vendemmiata tardi.

Colore giallo- verdolino e aromi che rimandano al Riesling: agrumi, lime, menta, sentori minerali, una carica aromatica che lascia presagire un importante spalla acida.

Il gusto si presenta cristallino con un tenore d’acidità equilibrato e una chiusura dolce, piacevole, con lunga persistenza tattile- gustativa.

Luca D’Attoma, enologo pluripremiato in tour fa tappa sull’Etna | Colours of Sicily
Luca D’Attoma | Foto di Marco Ossino

“Chambave Muscat” – Valleé d’Aoste DOP bianco 2018, Rosset

Un colore tenue per questo Moscato che presenta all’olfatto i meravigliosi effluvi che questa tipologia di vitigno sa regalare: un suadente mix di fiori bianchi. Il palato è piacevole e riesce a esprimersi con eleganza glissando il tipico problema dell’amaro del varietale. Anche in questo caso si è trattato di un assaggio in anteprima assoluta per questo prodotto della cantina Rosset: prova brillantemente superata.

“Pecorino” – Colline pescaresi IGT bianco, 2018, Fattoria La Valentina

Nasce dal Pecorino, vitigno ammiccante che comincia a scalzare il Trebbiano e dare risultati piacevolmente interessanti.

Una varietà allevata con pergola abruzzese in un territorio caldo che ci dona un vino dal colore dell’oro e dai profumi di grande eleganza: le erbe aromatiche si mescolano alle note iodate e salmastre per un risultato aromatico aggraziato ed equilibrato.

Anche al palato si trova un bilanciamento tra la pienezza, la rotondità avvolgente e la freschezza della struttura di base, il finale è lungo e ammandorlato.

“Callas” – Emilia IGT bianco 2015, Monte delle Vigne

A base Malvasia di Candia aromatica il Callas di Monte delle Vigne è un vino bianco secco aromatico vinificato e affinato in acciaio. Il profilo odoroso è ricco, intenso e molto espressivo: agrumi ed erbe aromatiche si alternano in un naso potentissimo che richiama i sentori del Moscato, del Riesling, del Kerner e di altri vini dal profilo profumato profondo.

Al palato si presenta morbido, equilibrato e di lunga mineralità, una grande freschezza lo caratterizza e non lascia percepire il tenore alcolico di tredici gradi e mezzo.

I Calanchi – Colli di Parma DOC rosso 2018, Monte delle Vigne

I Calanchi sono un fenomeno di erosione della morfologia della crosta terrestre e danno il nome a questo vino: il primo rosso di una lunga degustazione di rosati e bianchi ma non sprovvisto di quella gradevole freschezza e bevibilità da vino estivo. Prodotto dal vitigno Lambrusco maestri (clone del Lambrusco che dà vino strutturato e dalla tannicità dolce), può accompagnare tagliatelle o persino carni di maiale. Alla vista ha il tipico colore di ciliegia impenetrabile del Lambrusco, al naso frutti fragranti come fragoline di bosco, mora, granatina i tannini sono morbidi.

Cannonau di Sardegna DOC rosso 2017, Antonella Corda

La chiusura della degustazione è affidata al Cannonau di Sardegna nella versione firmata da Antonella Corda. Al calice si presenta con un rubino opalescente, la tipologia d’uva non origina vini scuri.

Il profilo aromatico ha il fragrante timbro dei frutti rossi, come melograno, arancia rossa, lampone ma anche l’impronta floreale di rosa e violetta. Il gusto è avvolgente e fresco allo stesso tempo, i tannini sono soffici e il tenore alcolico non pesa.

Luca D’Attoma, enologo pluripremiato in tour fa tappa sull’Etna | Colours of Sicily
Luca D’Attoma | Foto di Marco Ossino

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