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Viaggio nella Valle dell’Halaesa

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Viaggio nella Valle dell’Halaesa | Colours of Sicily

Il fragore e l’impeto delle cascate alle porte di Mistretta è adrenalina pura. La Valle delle Dieci Cascate stupisce per la bellezza delle luci, dei colori e la forza dirompente della natura.

Sono state le guide Aigae dell’omonima associazione a riscoprire cinque anni fa un unicum naturalistico senza eguali: un sistema di dieci cascate che spuntano tra i canyon di Monte Piano (a circa 950 metri di altezza s.l.m.) e Monte Castelli, a quota 1.566 metri. “C’è anche quella che noi chiamiamo la Cascata delle Fate– dice con entusiasmo contagioso, Daniela Dainotti, presidente dell’associazione – detta così per la particolare rifrazione del sole che si crea su di essa dando origine all’arcobaleno”.

La Valle delle Dieci Cascate è soltanto uno dei tanti tesori sconosciuti della Valle dell’Halaesa, ai confini del Parco dei Nebrodi, tra la provincia di Palermo e quella dello Stretto, un territorio misterioso tra i più ricchi di storia, arte, natura ed eccellenze del gusto. Farlo scoprire è la scommessa di circa una decina di produttori agrozootecnici, proprietari di realtà ristorative ed operatori del turismo della Salamone Sinergy Group.

Un laboratorio sinergico nato circa cinque anni fa dall’idea di Placido Salamone, titolare dell’azienda agricola Casaleni con l’obiettivo di dare al consumatore un’offerta compatta e più vantaggiosa della più pregiata produzione di nicchia del territorio. “Buono, biologico ed ecosostenibile – spiega Placido – sono i punti di forza della nostra offerta che se da un lato punta su una strategia di marketing che ha nella natura incontaminata il suo punto di forza, dall’altra costituisce, in questi luoghi, il primo esempio di rete agricola di produzione organizzata”. Difficile ma non impossibile. “Con l’impegno di ciascuno – racconta Placido Salamone, 37 anni– abbiamo anche creato l’associazione culturale Torre del Gusto che permette di dare visibilità sul canale youtube non soltanto ai produttori ma a tutto il nostro territorio”.

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La cucina

La gastronomia è il collante. Insieme con l’associazione Cuochi della Valle dell’Halaesa si racconta la cultura gastronomica di un territorio tra mare e terra. “Una cucina dalla forte identità – spiega Mario Di Vita, presidente dell’associazione – che si ritrova in alcuni piatti come la pasta ‘ncasciata realizzata con carni sfilettate di agnello, maiale, vitello basilico e ricotta salata messa al forno nel tegame di terracotta come si usava un tempo o ancora la ruota di pesce spada profumata agli agrumi di Pettineo ed anche la pasta al sugo di masticogna, erba tipica di queste parti, con pecora strippa ed ancora la preparazione di verdure endemiche con aglio, olio, acciughe, pomodoro all’accupatieddu… ovvero a fuoco lento, con il coperchio”. Una cucina della tradizione che la “Salamone Sinergy Group” propone con serate a tema anche nella splendida cornice del Castello di San Giorgio che sovrasta Castel Di Tusa. In work in progress, il laboratorio è diventato un punto di riferimento anche per l’amministrazione comunale di Tusa, guidata da Luigi Miceli, 35 anni, che ha affidato loro un terreno dove piantumare 100 ulivi in memoria dell’incendio che nel 2012 ha distrutto un uliveto.

I piaceri del palato schiudono inediti itinerari di viaggi ed il gruppo, amplia l’offerta turistico ricettiva con la creazione di “Sicilian experience travel”, per dare agli ospiti la possibilità di sperimentare una vacanza diversa, fuori dai soliti circuiti. “Mettiamo a disposizione degli ospiti e dei produttori e professionisti, la cucina – spiega Riccardo Zingone della casa vacanze La Carretteria di Mistretta – per far vivere al turista un’esperienza conoscitiva con l’utilizzo delle materie prime del nostro territorio”. Girando tra il dedalo di viuzze di Mistretta, definita La Città Imperiale, con le sue 24 chiese, si resta ammaliati dalla magnificenza dei portali, dalle finestre, dalle logge di antiche e aristocratiche dimore che ancora oggi restituiscono la fastosità delle ricche famiglie locali che l’abitarono. Imperdibile la visita nell’antico Palazzo Portera, sede del museo dell’arte scalpelliniana mistrettese che ha nell’ultimo dei suoi maestri scalpellini, Gaetano Russo, la sua migliore espressione. È stato infatti insignito del titolo di “Tesoro Umano Vivente dell’Unesco”.

Sarà l’aria frizzante ma inizia a farsi sentire un leggero languorino. Entriamo da AZAR, acronimo di azienda agricola Ribaudo di Manuel ed Erika, ultima generazione di una famiglia di allevatori che ha una tradizione di circa due secoli. Qui Manuel, 31 anni, dopo aver lavorato in giro per il mondo come direttore della fotografia, è ritornato, dopo la scomparsa dei genitori e si occupa in particolare della lavorazione del latte bovino delle mucche di razza pezzata italiana che vengono allevate dalla stessa azienda agricola. Un’eccellenza made in Italy. Dall’allevamento alla trasformazione, la filiera corta del caseificio Ribaudo garantisce una produzione controllata con circa 40 prodotti biologici. Ricotte, mozzarelle, ma anche feta, stracchino, yogurt e tanto altro ancora in un’esplosione di sapori genuini. Manuel ed Erika hanno diversificato l’azienda.

Da qualche anno – racconta Manuel – abbiamo anche impiantato la coltivazione di circa 1850 piante di fico d’india, il più grande impianto irriguo della Sicilia”. Da Azar, che è anche norcineria, si scopre l’esistenza del Paternoster che il maestro norcino, Biagio Lombardo Facciale, realizza alla vecchia maniera, con una stagionatura lenta che ne garantisce la morbidezza.

Irrinunciabile la tappa golosa con la pasta reale di Mistretta, il must tra i dolci della memoria. Le giovani sorelle Cristina, Angela e Maria Rosa, rispettivamente di 29 e 31 anni, creano nella loro pasticceria Dolci tentazioni piccoli capolavori d’arte. La frutta è il soggetto tipico. “Sono nata con lo zucchero nel sangue, perché per me più che un lavoro, è un’arte– spiega Angelacompriamo direttamente le mandorle siciliane che spelliamo dopo averle bollite. E una volta impastata con lo zucchero, modelliamo la pasta esclusivamente a mano. Ogni famiglia ha la sua ricetta che custodisce gelosamente”.

Ma il viaggio continua…

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