Fare vino è come fare cinema. Abbiamo diversi attori che entrano ogni anno in campo e hanno una sola possibilità di girare bene quel film: una sola volta l’anno. Ma poi, ed è qui la magia del “cinema del vino”, c’è la possibilità di vederlo proiettato varie volte nel futuro, negli anni a venire. Un esempio decisamente perfetto che rende evidente la grande responsabilità che si ha quando si decide di pensare ad un vino ed operare le scelte più giuste dalla vigna alla cantina. Oggi più di ieri, in un momento come quello che stiamo vivendo, tra climate change, cambiamenti nei consumi e nuove regole nei mercati.

Uva Sapiens e la multidisciplinarietà per fare vino

Ne è convinta anche Uva Sapiens, la società di alta consulenza tecnica e specialistica nel settore vinicolo, che da pochi mesi ha celebrato il decimo anniversario della fondazione. Per farlo ha organizzato delle cene con la stampa di settore: momenti di analisi sul mondo del vino, in particolare quello italiano, visto da diverse angolature, da cui è emerso come gli ingredienti del vino che verrà siano essenzialmente la multidisciplinarietà e la contaminazione proveniente da altri settori.

Mattia Filippi al press dinner di Catania

«Il contesto entro cui operavamo – raccontano i tre soci di Uva Sapiens, Mattia Filippi, Umberto Marchiori e Roberto Merlo – presentava in tutta evidenza un limite che volevamo superare, ossia la compartimentazione delle competenze e dei servizi di consulenza nel mondo del vino. Osservavamo la presenza di tante figure diverse per conoscenze e saperi che si muovevano nella scacchiera che compone la consulenza vinicola, e questo rendeva spesso dispersiva e segmentata la risposta che veniva fornita ai bisogni dei produttori. Ed è proprio da questa consapevolezza che è partito il progetto consulenziale di Uva Sapiens: la contaminazione positiva dell’intero processo produttivo mediante la raccolta prima e la sintesi poi di punti di vista diversi».

Uva Sapiens crede fortemente nell’approccio multisettoriale e innovativo ed è da questo approccio che nascono vini con uno stile ben definito, dove si esalta il vitigno e il suo territorio, dove le scelte enologiche sono una conseguenza di quanto fatto in vigna e del vino che si desidera ottenere. Lo sperimentiamo assaggiando alcune etichette prodotte da due aziende siciliane seguite da Uva Sapiens.

Musita – Bianco Salemi

Bianco Salemi è la nuova visione di un territorio, delle varietà più iconiche e di uno stile che vuole farsi riconoscere con l’obiettivo, anche, di poter contribuire a valorizzare l’Igt Salemi. Blend di Catarratto, Chardonnay, Sauvignon Blanc. Un vino che regala al naso note di gelsomino, agrumi ma anche note più calde che ricordano la papaya. In bocca è pieno e corposo, con ottimo equilibrio tra acidità e mineralità.

Funaro Collezione di Famiglia Grillo Riserva

Grillo in purezza capace di esprimere una chiara aderenza territoriale. Elegante e fine. Al naso piacevoli sentori di lime, pompelmo, crema pasticcera, zenzero e pietra focaia. Al palato morbido, pieno, sapido e persistente.

Musita -Regieterre Rosso

Il Regieterre Rosso viene ottenuto da un blend di Syrah e Perricone della zona di Salemi. Vinificazione con acini interi a bassa temperatura. Il vino viene affinato in barriques e botti per 12 mesi. Molto espressivo e complesso al naso, si distinguono note di frutta rossa matura e spezie. Al palato è un velluto fondente, aromatico, consistente e profondo complice il leggero appassimento delle uve in granaio.

Funaro La Vecchietta

 Le uve provengono dal vigneto più anziano risalente al 1993 nel territorio di Salemi. Da uve Inzolia, allevate ad alberello.  Il terreno, ricco di sostanza organica, presenta una struttura limosa-argillosa. Il vino dal colore giallo intenso; il naso note di confettura di pera e mela; al palato ampio, armonico e secco, con sentori di frutta sotto spirito. Ottenuto con il metodo di Macerazione Sincera, operando una macerazione “senza trucco”, in riduzione, durante la vinificazione.

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