Quattro ettari di vigneto, al 50% Nero d’Avola per l’altro 50 Frappato. In tutto 24mila piante, quasi tutte allevate ad alberello, coltivate in biologico. L’uva è al punto giusto, può iniziare la raccolta. Sono in contrada Bastonaca, tra Vittoria, Acate e Comiso, una delle contrade più rinomate per la coltivazione delle viti dove le uve riescono ad esprimere al massimo la propria autenticità dando origine al buon Cerasuolo di Vittoria Docg.

La storia dell’azienda

Territorio, vitigni autoctoni ma non solo. C’è anche lui, Guglielmo Manenti, un ingegnere la cui passione per la terra, trasmessa dal padre agronomo, l’ha spinto ad acquistare anni fa questi terreni e a dedicarsi anche alla viticoltura.

“L’azienda è nata nel 2006, anno della prima vendemmia- ci racconta Guglielmo-. Piano piano abbiamo diversificato la produzione: prima avevamo meno Frappato, in seguito abbiamo deciso di investire di più su questo vitigno per dare origine ad un vino di qualità capace di esprimere il suo territorio e così abbiamo sostituito le vecchie viti proprio con il Frappato. Siamo giunti alle 3500 bottiglie l’anno, la maggior parte delle quali va all’estero (America, Giappone e Germania). Quest’anno ne faremo di più perché useremo le uve dei nuovi vigneti che sono entrati nella Docg”.

Passeggiamo con Guglielmo fra i filari, guardando le piante, assaggiando qualche acino e parlando, parlando tanto di questi luoghi benedetti che da sempre hanno dato uve fantastiche e della sua passione che trapela nelle sue parole. La stessa passione e sincerità che contraddistinguono il vino che produce, che nasce proprio lì, nella vigna che visitiamo.

Manenti e la filosofia de “I Vigneri”

 “Il vino- ci dice- nasce qui e noi siamo convinti che bisogna farlo in modo sano, nel rispetto della terra. È per questo che evitiamo sostanze chimiche invasive. Io seguo la filosofia de I Vigneri (il nostro enologo è Salvo Foti), pertanto effettuiamo in vigna solo lavori manuali grazie ad esperti agricoltori artigiani, rispettiamo i cicli naturali della vite al fine di creare un’intesa uomo-pianta che ci darà poi dei vini unici. Coltiviamo infine le nostre viti ad alberello, senza irrigazione, e seguiamo ogni pianta una ad una perché l’uva deve essere perfetta quando arriva in cantina”.

Forte di tutto ciò Guglielmo si appresta alla sua nuova vendemmia che si preannuncia davvero bella nonostante lo stress dovuto al caldo estivo ben tollerato dalle sue viti, probabilmente proprio perché sono ad alberello!

“Avremo credo vini eleganti, equilibrati con una buona acidità ed un grado alcolico non troppo elevato, e nel caso del Frappato soprattutto più aromatici. Ancora una volta potrò proporre il mio Cerasuolo, un vino godibile, fatto in poche quantità in una contrada eccezionale”.

Guglielmo Manenti

Buona vendemmia ingegnere!!

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