Combattere le contraffazioni e le sofisticazioni alimentari, garantire la trasparenza dei passaggi certificati e puntare sulla sostenibilità ambientale e sociale: il mandato del neopresidente del Consorzio di tutela del Pomodoro di Pachino IGP, Sebastiano Fortunato, parte proprio da questi punti. A poche settimane dal rinnovo dei suoi vertici, il Consorzio è già al lavoro. In particolare, si sta lavorando a un Manuale di Tracciabilità, ovvero un documento per rafforzare il Disciplinare tramite il quale l’ente di tutela vigilerà affinché tutti i soci rispettino, nella massima sicurezza e trasparenza, i passaggi relativi alla produzione.

Tutela dell’ambiente

Anche la tutela dell’ambiente è un obiettivo già perseguito dal Consorzio che il nuovo presidente intende portare avanti, in una consapevolezza in parte raggiunta tramite l’utilizzo di imballaggi compostabili e l’adesione di numerose aziende produttrici al Disciplinare di produzione integrata.

“A questi si unirà il potenziamento dello smaltimento della plastica di copertura delle serre, che viene già raccolta da centri autorizzati al recupero per realizzare manufatti in plastica, contenitori in polistirolo, recipienti per agrofarmaci, sacchi di concime e tanto altro”

Sebastiano Fortunato
Sebastiano Fortunato

Così come limitati input energetici hanno già consentito lo sviluppo di una serricoltura caratterizzata da un bassissimo impiego di energia inquinante, un ulteriore abbassamento del carbon Footprint (il complesso indicatore che esprime in CO2 le emissioni di gas a effetto serra) è un altro obiettivo del Consorzio di tutela del Pomodoro di Pachino.

“Grazie a un micro clima unico al mondo – spiega Sebastiano Fortunato – in cui la luce raggiunge i livelli d’intensità e durata più alti d’Europa e la temperatura difficilmente scende sotto i 5 °C, i pomodori sono coltivati in serre fredde mediterranee, dove il riscaldamento è determinato sostanzialmente solo dal materiale di copertura”. Risultati importanti, frutto di condizioni climatiche favorevoli che consentono di venire sempre più incontro al problema energetico, per un’agricoltura rispettosa dell’ambiente.

“Il nostro è un intento ambizioso – conclude il nuovo presidente del Consorzio Sebastiano Fortunato – a cui si unisce quello di rafforzare il coinvolgimento di tutti i soggetti della nostra filiera, a partire da quei piccoli produttori che ogni giorno si impegnano per tenere alto il nome della nostra eccellenza Made in Italy. Puntiamo poi ad allargare la base sociale coinvolgendo sempre più i piccoli produttori che ancora oggi non sono inseriti nel circuito IGP, a rafforzare l’efficacia dell’azione del nostro ente di tutela e al potenziamento dei controlli e della lotta alla contraffazione”.

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