È stata una vera e propria festa Teruar, la fiera del vino naturale organizzata da Arsura Sete Etica il 14 e 15 maggio scorsi a Palazzo Spadaro a Scicli. Addetti ai lavori e semplici amanti del vino hanno incontrato i produttori provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. Al centro dell’evento, l’idea di viticoltura etica: una produzione biologica o biodinamica, non intensiva, sostenibile, rispettosa della natura, delle tradizioni agricole e artigianali tipiche dei territori.

Non è casuale la scelta del nome dell’evento: Teruar che deriva dal francese “Terroir”, un termine che indica l’insieme di fattori naturali, territoriali e di buone pratiche messe in atto da un artigiano della viticoltura nella coltivazione della sua terra. E a Scicli sono diversi i territori che si sono incontrati e le storie che si sono incrociate. Ve ne raccontiamo alcune. Tra i giovani produttori esteri ci sono Nikolas e Waiata, tedesco lui e neozelandese lei, coppia nella vita, ma anche nel lavoro che hanno deciso di scommettere sul nostro territorio e hanno creato l’azienda agricola Kalma, in territorio di Chiaramonte Gulfi.

Resina Nikolas Anatol di Kalma Wines e Roberto Raspini di Raspini Winery

La passione per il vino ha portato Roberto Raspini da Trapani a Kaiserstuhl, in Germania, nei pressi della Foresta Nera. Dopo un’esperienza da enologo per conto di altri, è arrivata la “chiamata” per intraprendere la produzione di vino naturale; così gradualmente ha acquisito delle parcelle, convinto che il vino naturale abbia una marcia in più ed è ciò che resta più fedele e vicino al prodotto: l’uva.

A Teruar abbiamo incontrato un’altra giovanissima coppia che, dopo la Pandemia, ha deciso di cambiar vita e investire in un nuovo progetto. Si tratta di Giulio e Gaia, incontratisi in un’azienda in cui lavoravano in Spagna e che sono riusciti, grazie a duro lavoro e tanto impegno, a conquistare la fiducia di vignerons e agricoltori locali del Penedes, in territorio di Barcellona.

Giulio e Gaia vinyataires

Che sia bianco, rosso o bollicine i produttori di vini naturali sono tutti d’accordo sull’idea di come dev’essere un vino: buono e mai omologato, rappresentativo del territorio e massima espressione della natura.

a cura di Giada Giaquinta

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