Il regime biologico, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, una cantina a sviluppo verticale interrata per sfruttare la geotermia abbassando ulteriormente l’impatto ambientale ed il recupero strutturato delle acque, sono solo le caratteristiche più evidenti e che da sempre identificano la filosofia di Baglio di Pianetto. Temi di importanza cruciale in un contesto in cui adottare buone pratiche per limitare il proprio impatto sull’ambiente risulta sempre più prioritario.

“Sin dal principio, Baglio di Pianetto ha perseguito la ricerca della massima qualità dei vini attraverso una innovazione sostenibile” spiega Francesco Tiralongo, amministratore delegato dell’azienda, mentre ripercorre i primi passi di questa realtà nata nel 1997 e fondata dal Conte Paolo Marzotto.

“Per ambire a questo, il Conte Paolo era convinto fosse assolutamente necessario un approccio improntato sul rispetto del territorio in cui aveva avuto la fortuna di iniziare questa avventura”.

Francesco Tiralongo

Questa filosofia anima tuttora le scelte di Baglio di Pianetto in entrambe le Tenute: quella di Santa Cristina Gela, a Palermo, dove si trovano anche la sede operativa e la cantina principale dell’Azienda, e la Tenuta Baroni, sita tra Noto e Pachino e attualmente oggetto di una profonda ristrutturazione.

La filosofia produttiva

“Il processo di conversione al biologico ha rappresentato immediatamente un’opportunità per l’azienda e nel 2016 le certificazioni dell’intero patrimonio agricolo (160 ettari di cui 110 in produzione) erano già state completate – continua Tiralongo –. La decisione di creare anche una selezione di vini naturali integrali non filtrati, senza solfiti aggiunti e ottenuti da lieviti indigeni, è stata poi la naturale conseguenza della costante ricerca e innovazione, in coerenza con l’anima bio dell’azienda”.

La cantina

L’approccio green di Baglio di Pianetto trova concretezza anche attraverso i vantaggi apportati dalla geotermia nella cantina a sviluppo verticale di Santa Cristina che, grazie alla forza di gravità per caduta, è una struttura architettonica che riduce drasticamente l’uso delle pompe per la movimentazione dei mosti e dei vini a vantaggio della qualità.

“Vorrei sottolineare che la termoregolazione naturale delle temperature in cantina, è stata ricavata grazie ad una coibentazione naturale, risultato di un grande lavoro ingegneristico che ha portato alla costruzione di ampie camere d’aria tra le pareti perimetriche e la roccia che circonda i diversi piani sotterranei: questo ci consente un grande risparmio di energia. Oggi – conclude Tiralongo- la sostenibilità è diventata una priorità per tante cantine: ne siamo felici, perché più siamo oggi e meglio sarà per le generazioni di domani”.

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