Quando si parla di vini d’altura, di agricoltura eroica, di alta quota, il primo pensiero va alle Valle d’Aosta, alla Valtellina, al Sud Tirolo, ma di sicuro non alla Sicilia. Invece esiste anche in Sicilia, a Valledolmo. Qui la viticoltura risale alla fine del 1500 in quello che era il Feudo della Valle dell’Olmo. Alla metà del 1800 vi erano più di 530 ettari vitati e si produceva vino per il commercio con i paesi limitrofi.

La storia di Castelluccimiano comincia così: studiare e recuperare antichi vigneti ad alberello per salvaguardare una biodiversità territoriale unica e preziosa. Perricone e Catarratto, due autoctoni unici in cui hanno creduto fermamente per produrre vini di qualità. Il mercato e i premi ricevuti hanno dato loro ragione.

Viticoltura di montagna

Oggi ci sono circa 75 ettari vitati tra antiche vigne recuperate e nuovi impianti selezionati, sui pendii e tra le conche delle montagne intorno a Valledolmo. Un raro esempio di valorizzazione del territorio. Un patrimonio viticolo autoctono assolutamente unico fatto di piccoli appezzamenti (spesso meno di un ettaro) tra i 700 e i 1050 metri di altitudine. Vera e propria agricoltura d’alta quota.

Sono stati i primi a fare un Perricone in purezza il “PerricOne” e i primi (15 anni fa) a produrre uno spumante siciliano (100% Catarratto) il “Miano Brut”. Una bollicina raffinata ed elegante (metodo Charmat) che può competere con le più blasonate produzioni italiane (Franciacorta, Trento DOC, Alta Langa, ecc). Raccolta manuale, basse rese e uso minimo dei solfiti.

Miano Brut

Inoltre, grazie al lavoro di Castelluccimiano, nel 2016 è stata riconosciuta la DOC Valledolmo-Contea di Sclafani.

Se a questo aggiungiamo la filosofia di sostenibilità e di un’agricoltura biologica naturale, siamo in presenza di un modello unico nel suo genere, un esempio di successo tra storia, territorio, ricerca scientifica, tutela ambientale e prodotti unici e di qualità.

Oggi l’alberello stilizzato sull’etichetta rappresenta questo grande lavoro di custodia e salvaguardia, una grande ricchezza, una eccellenza tutta siciliana di cui si può solo che… andare fieri.

di Federico Palumbo

Condividi su:

Related Posts

Show Comments Close Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *