Vi sono parti della Sicilia, meno conosciute, che affascinano il visitatore per la bellezza dei suoi paesaggi che l’uomo ha saputo preservare dall’eccessiva antropizzazione. Posti dove il mare si coniuga alle colline, ricchi di storia che invogliano ad un viaggio alternativo, attraversando le storie di donne e di uomini che con impegno e passione lavorano la terra nel segno della tutela del patrimonio di biodiversità di saperi e sapori.

Nell’agrigentino, in particolare, vi sono due luoghi singolari, vicino al mare: Punta Bianca e Torre Salsa, posti belli e selvaggi di una costa agrigentina stranamente intatta. La prima è un affascinante promontorio di bianchissima marna a due passi dal castello di Montechiaro, a picco sul mare, Torre Salsa invece è un luogo fantastico, forse il più bel tratto di costa siciliana in assoluto, con falesie di marna, spiagge sconfinate e anfratti rocciosi bagnati da un azzurro mare africano. Natura incontaminata, luoghi poco battuti dal turismo di massa. E costa anche poco andarci.

“Consiglio quest’esperienza – afferma Nanni Di Falco, guida siciliana di www.siciliaincammino.it – a chiunque voglia conoscere in modo lento e consapevole, a piedi e soprattutto in modo relazionale, un territorio complesso ed intrigante come quello siciliano ed in questo caso particolare una parte ancora più profonda e interiore come la provincia di Agrigento, zona interna e rurale per eccellenza, poco conosciuta, poco servita, molto disagiata e dimenticata ma ricchissima di storia e di storie, persone comuni, personaggi singolari, accomunati chi dalla voglia, chi dalla necessità di vivere in un luogo che sarà sempre un dietro le quinte della famosa Valle dei Templi”.

Vera risorsa di questo posto sono gli uomini e le donne che ci vivono, con le loro eroiche e semplici storie quotidiane. Si incontrerà così uno dei pochi figli di pastore che continua con gioia il lavoro del padre: portare al pascolo il gregge di pecore e produrre un ottimo formaggio.

“Si chiama Angelo, il giovane pastore dagli occhi blu – aggiunge Pierfilippo Spoto di www.valdikam.it – che parla solo siciliano e che ha riscritto e conservato assieme al nonno ed altri anziani del luogo le parole del lamento del Venerdì Santo cantato da soli uomini per le vie del paese, quando Gesù viene deposto dalla croce e riaccompagnato in chiesa tra le viuzze illuminate”.

Si incontrerà Aldo Bongiovanni, l’uomo che sussurra alle piante, un pensionato che custodisce e produce semi autoctoni siciliani di quasi tutto: una vita dedicata alle piante, alla creazione di essenze ed oli per vari usi. Sarà una giornata sensoriale che permetterà di scoprire odori e sensazioni mai provate, immersi nella natura incantata del suo giardino che domina la Valle del Fiume Platani.

E poi si potrà pranzare con prodotti tipici e frutti provenienti dagli stessi terreni di Aldo: insalate di fiori di stagione, pesti di capperi e olive, formaggi e fette di pane di grano antico, un intingolo fatto di olio ed erbette. Infine, camminando, si potrà incontrare Lorenzo il pastore scultore, artista prestato alla pastorizia che oggi ha trovato il modo per mettere assieme la gestione dei suoi campi, dei suoi 90 asini e l’arte, continuando a rendere magico questo luogo.

Vi andrebbe di conoscerli, scriveteci!

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