Lo sviluppo del comparto vitivinicolo deve passare dalla valorizzazione dei territori, dalla ricerca, dall’innovazione, dall’uso delle tecnologie e dalla formazione. È il messaggio conclusivo del convegno Donne, Vino e Innovazione, organizzato dall‘Associazione Donne del vino Sicilia presso lo spazio co-working Isola di Catania.
Il convegno ha declinato il tema 2025 dell’Associazione Nazionale Donne del Vino – dedicato a donne e innovazione – riunendo esperti, ricercatori e professionisti del settore.
Agata Matarazzo, docente del Dipartimento Economia e Impresa UniCT, in apertura del talk ha sottolineato come “la Blockchain è considerata una delle principali innovazioni tecnologiche dell’agricoltura 4.0 nel settore vitivinicolo, in quanto garantisce maggiore sicurezza, valorizzazione del singolo prodotto, trasparenza e tracciabilità dell’intera filiera produttiva. Un metodo anticontraffazione convincente e uno degli strumenti chiave per garantire e promuovere l’originalità di tutte le filiere alimentari”.
Il binomio vino e nuove tecnologie, è stato al centro del confronto con Francesco Reda, responsabile robotics Strano S.P.A, che ha ricordato come l’importanza della robotica, della meccanizzazione e dell’intelligenza artificiale in agricoltura sia diventata sempre più evidente. “Queste tecnologie non solo aumentano l’efficienza e la produttività, ma contribuiscono anche a una gestione sostenibile delle risorse” – ha aggiunto Francesco Reda.
Vino e innovazione tecnologica
Ancora innovazione in agricoltura come strumento per affrontare le sfide della sostenibilità e della sicurezza alimentare. Ne ha parlato Aurora Ursino, presidente dell’Ordine Agronomi di Catania. “Tecnologie come l’agricoltura di precisione, la genetica avanzata e l’automazione sono strumenti essenziali per migliorare la produttività e ridurre l’impatto ambientale. Attraverso il PNRR e il Piano Strategico Nazionale, possiamo incentivare l’adozione di queste tecnologie, ma è cruciale investire anche nella formazione e nella cooperazione tra agricoltori, startup e istituzioni” – ha commentato Aurora Ursino.
Elisabetta Nicolosi, docente del Dipartimento Agricoltura, Alimentazione, Ambiente dell’Università di Catania, da diversi anni è impegnata in attività di ricerca nel settore del vino, avviando numerosi programmi di miglioramento genetico e attività di studio dei vitigni autoctoni, in particolare dei vitigni reliquia dell’Etna. La docente, nel corso del convegno, ha annunciato inoltre che per il prossimo anno accademico sarà avviato il corso di Laurea triennale in Viticoltura, Enologia ed Enomarketing.

La comunicazione del vino
Ad innovarsi è anche la comunicazione del vino, oggi al centro del dibattito tra intelligenza umana e artificiale. Il contributo di Valeria Lopis, donna del vino e giornalista, ha messo in evidenza come “l’occasione è stata utile per focalizzarci su una nuova narrazione del vino in cui le donne sono sempre più protagoniste sia come imprenditrici che come consumatrici. Linguaggi accessibili e di autenticità ci impongono di cambiare registro, orientandoci ad una condivisione di valori e ideali con i consumatori, come quello imprescindibile della sostenibilità”.
“Il tema dell’innovazione ha, come auspicavamo, incuriosito molto il seguito delle Donne del Vino di Sicilia – ha aggiunto Roberta Urso, delegata Donne del Vino Sicilia – Il talk ha permesso di comunicare in maniera dinamica e con parole semplici temi quali quello della tecnologia Blockchain applicata al settore enologico, dell’intelligenza artificiale e come potrà influenzare la comunicazione del vino, l’innovazione in agricoltura e le aspettative rispetto al cambiamento climatico” – ha concluso Roberta Urso.


