Una sorpresa il Terre Sicane Wine Fest 2022 alla sua quarta edizione. Tre giorni di incontri, assaggi e musica nel borgo di Contessa Entellina (PA). Un percorso tra arte e storia, tra visite in cantina e masterclass con professionisti di settore di alto spessore come i giornalisti Valeria Lopis e Luigi Salvo, tra borghi incantevoli ed eccellenze produttive locali. Un viaggio concluso con un gemellaggio tra “la Strada del Vino delle Terre Sicane” e la “Strada del Vino e dei Sapori Trentini”. Un parallelismo di grande levatura tra due mondi solo geograficamente lontani.

Donnafugata, tra storia e grandi vini

Ad aprire la tre giorni è stata la visita a Donnafugata, uno dei grandi brand del vino siciliano a livello nazionale e internazionale che da poco ha riaperto le porte della tenuta di Contessa Entellina. Siamo stati tra i primi a entrare in casa Rallo dove tutto è cominciato.

Circa 3,5 milioni di bottiglie prodotte in quattro aree geografiche diverse: a Vittoria, sull’Etna, a Pantelleria e a Contessa Entellina. Senza dimenticare la sede storica di Marsala che rappresenta i 170 anni di storia della famiglia Rallo. Lì dove vengono imbottigliati e affinati quasi tutti i loro vini.

La Tenuta di Contessa Entellina rappresenta l’essenza stessa di Donnafugata, nata nel 1983 grazie a Giacomo e Gabriella Rallo. Lei donna coraggiosa, forte e visionaria fuggita (donna fugata appunto nome ispirato dal Gattopardo di Tomasi di Lampedusa) dagli schemi sociali tipicamente patriarcali di una Sicilia antica. Da insegnante a produttrice di vino di qualità in un mondo di soli uomini, in una Terra dove si imbottigliava poco e poco di qualità. Lui (oggi ci sono i figli alla guida) uomo altrettanto visionario e imprenditore capace, che già in tempi non sospetti aveva intuito le grandi potenzialità dell’Etna e di Pantelleria (il fenomeno “Ben Rye” è il risultato di questa “visione”).

In giro per Donnafugata

Accompagnati dal responsabile PR Baldo Palermo e dall’agronomo Giuseppe Milano, abbiamo viaggiato in questo mondo ricchissimo di arte (basta vedere le etichette del Maestro Stefano Vitale, o il progetto Music & Wine nato nel 2002), di natura ma anche di tanta e moderna tecnologia. Tra la casa e le vigne.

foto Irene Colletti

Una modernità all’insegna della sostenibilità attraverso l’uso di sistemi evoluti di monitoraggio. Dalle stazioni meteo e analisi dei terreni, agli apparecchi per la cattura e l’analisi degli insetti (loro monitorano la tignola). Dalle coperture in plastica dei terreni per il recupero dell’acqua che si disperderebbe come vapore, alla raccolta dei grappoli all’alba fino all’irrigazione a goccia stile tropicale dall’alto. Tutto per risparmiare energia e ridurre gli sprechi idrici, garantendo la costanza del ciclo vitale delle piante che non vengono mai portate a livello critico e a forti stress. Favorendo la perfetta maturazione dei frutti per produrre grandi vini.

La degustazione

Sette etichette, ossia le eccellenze di ogni cantina dell’azienda. Un privilegio assaggiare il “Rosa 2020” inedito rosato che ci ha letteralmente conquistato. All’interno del progetto sviluppato da Dolce&Gabbana con le eccellenze siciliane è nata questa etichetta. Un vino ricco, intenso ma di grande freschezza ed eleganza. Un blend estremo e originale tra due autoctoni siciliani: il Nerello Mascalese che producono sull’Etna e il Nocera, varietale autoctono tra i più antichi d’Italia, tipico della zona del messinese, coltivato nella tenuta di Contessa Entellina.

foto Irene Colletti

Due i bianchi con lo storico e inimitabile “Vigna di Gabri” 2021, il cru voluto da Gabriella Rallo (Ansonica, Catarratto, Sauvignon Blanc, Viognier), un vino complesso tanto al naso quanto al palato anche se giovane, un vino straordinario non per tutti: ci si perde tra fiori, i frutti e le note profonde ed aromatiche, con una persistenza avvolgente infinita.

foto Irene Colletti

Notevole il “Passiperduti” 2021 nuova etichetta della maison, presentata al Vinitaly ‘22. Lo avevamo già bevuto e confermiamo che è una rara espressione di Grillo. I profumi floreali avvolgono elegantemente una struttura di carattere che fa solo acciaio e bottiglia, mantenendo così il frutto integro e rimanendo fresco e piacevole.

Tre i rossi. Il “Contesa dei Venti” 2020 Vittoria Doc. Una Doc di Nero d’Avola in purezza, un frutto intenso con tanta mineralità e balsamica eleganza. Espressione territoriale vera del Nero d’Avola del sud est siculo. E poi il “Sul Vulcano” 2019 Etna rosso Doc: minerale, sapido, un’interpretazione profonda del nord dell’Etna, Randazzo, tra contrade prestigiose e storiche. Tutti molto giovani così come il re dei rossi proposti, il “Mille e una Notte” 2018. Sempre maestoso, ancora ingabbiato nelle incertezze giovanili ma la struttura è solida e promettente, nonostante una annata difficile come la 2018. La chiusura non poteva che essere lui il “Ben Ryè 2020”. Passito di Pantelleria Doc, una perla enologica che anche se giovanissimo ha dimostrato quella classe e quella ricchezza aromatica che ne hanno fatto un’icona. Il tutto accompagnato da piatti inaspettatamente straordinari.

L’evento Terre Sicane Wine Fest

Al Terre Sicane Wine Fest non sono mancate le degustazioni guidate ed un concorso enologico del miglior vino territoriale. Otto giudici hanno degustato alla cieca seguendo parametri internazionali per decretare quattro riconoscimenti:

  1. “Miglior Grillo TSWF22” vinto dalla cantina Antonio Gerardi Vini, Grillo 2021 Sicilia Doc
  1. “Miglior Nero d’Avola TSWF22” vinto dalla Cantina Planeta, Plumbago 2019 Sicilia Doc
  1. I due Premi “Piacevolezza” ed “Originalità” assegnati al Grillo “Coste al Vento” 2021 di Cantina Marilena Barbera Menfi Doc e al Nero d’Avola 2020 della Cantina Filari della Rocca.

Il “Terre Sicane Wine Fest” è stato un successo per tutto l’areale. Un momento di consapevolezza e riscoperta di una Sicilia del vino poco conosciuta che vogliamo raccontare a tutti.

Gunther Di Giovanna, presidente Strada del Vino delle Terre Sicane

Il Terre Sicane Wine Fest di sicuro diventerà un riferimento imperdibile per appassionati e professionisti del settore.

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