Abbracciare con lo sguardo la magnifica imponenza del Castello di Caccamo – borgo medievale della Sicilia settentrionale – è davvero arduo. Un gigante costellato da merli, bifore e alte mura di pietra innestate su uno sperone roccioso che domina il paesaggio, corteggiando qualsiasi visitatore.

foto Tania Meli

Una straordinaria successione di tesori e di memoria

Un borgo e il suo castello, ma non solo. Certamente il maniero è l’emergenza più emblematica – essendo un coagulo di secoli di storia – ma il centro abitato della cittadina del palermitano cela altri tesori quali le chiese, i riti religiosi, le fiere e le sagre che continuano a raccontare l’anima più segreta del borgo.

Un forziere di gastronomia e folklore

Che dire poi delle innumerevoli “presenze” sapientemente modellate dalla tradizione popolare, fantasmi di personaggi illustri che continuano ad abitare questo luogo.

Ovunque si direzioni lo sguardo ci sono solo inaspettati scorci: il quartiere della terravecchia con i suoi tetti e le straduzze, i campanili delle chiese, il lago sul quale si riflettono i morbidi profili delle colline circostanti che punteggiano uno dei territori comunali più estesi d’Italia.

Ma Caccamo è anche un forziere di riti e memorie che ben rappresentano quel secolare e misterioso istinto di conservazione dei siciliani: ogni anno, la prima domenica di marzo, per esempio, si celebra il rito della rètina, una sfilata di muli bardati a festa con le tradizionali bisacce, bardelle, giummarri di lana colorata e cianciani.

I sapori di Caccamo

Percorrere le straduzze di Caccamo consente di assaporare l’ospitale cordialità dei suoi abitanti, sapienti e gelosi custodi di antiche tradizioni e fautori di una gastronomia capace di esprimere le vocazioni del territorio: agricoltura e zootecnica. Che dire poi delle carni e dei prodotti caseari del borgo?

Veri e propri tesori del gusto siciliano che trovano le loro espressioni più alte nella sasizza (un semplice prodotto da carnezzeria divenuto un cult della gastronomia sicula),nei salami, nella vasta gamma delle verdure spontanee stagionali (salichi, cicoria, qualuzzi, asparagi e finocchi), nei gustosi formaggi (primo sale, primintiu, cacio cavallo, ricotta fresca di pecora e di capra, ricotta salata, solo per citarne alcuni).

(foto in copertina di Salvo Di Vento)

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