Il Panificio Conti oggi dopo oltre 25 anni di attività è una realtà consolidata del panorama della panificazione della provincia palermitana. Inaugurato nel 1996 a Bagheria, grazie all’intraprendenza e alla voglia di mettersi in discussione di Carlo Conti, formatosi nel laboratorio dei genitori che gestivano un avviato punto vendita di pasta fresca nel centro storico della cittadina palermitana.
Da allora prende vita la sfida in un settore, quello dell’arte bianca, contiguo e similare, ma sostanzialmente diverso. Scelte e sforzo imprenditoriale che ha condiviso con la moglie Donatella che continua ad affiancarlo nell’attività quotidiana. Oggi l’azienda è consolidata e ben avviata grazie alla fiducia acquisita da parte di una clientela affezionata e fidelizzata, ma gli inizi non sono stati per nulla semplici, né facili come si evince dalla sua diretta testimonianza.

Carlo come ricordi gli inizi della tua attività professionale e quali difficoltà hai incontrato?

Ero già testimone dei sacrifici e dello spirito di abnegazione necessari, che coinvolgono non solo il titolare dell’attività ma tutto il nucleo familiare. Difatti gli orari a cui siamo sottoposti con sveglia alle 3 del mattino e un impegno costante durante tutto l’arco della giornata, condizionano la vita relazionale e sociale. Per un giovane potevano costituire un deterrente, potevano scoraggiarmi ma non mi sono abbattuto, anzi le difficoltà in cui mi sono imbattuto mi hanno fortemente motivato e hanno costituito una molla importante per la realizzazione del mio percorso di successo.

Oggi che sei un panificatore conosciuto, affermato e apprezzato in ambito provinciale e un grande esperto di lievitazione e panificazione con grani antichi siciliani, quali pensi siano stati gli elementi che hanno determinato il favore presso la clientela?

Ritengo la voglia e il desiderio di conoscere, aggiornarsi, migliorarsi a avviare un percorso di formazione continua e permanente per stare al passo con l’evoluzione di un settore che è rimasto statico per decenni e che oggi è fortemente dinamico. In questi anni oltre alla tradizionale produzione di pane abbiamo ampliato l’offerta dei prodotti da forno con un occhio attento alla qualità della materia prima utilizzata, tenendo conto di una maggiore sensibilità del cliente verso il valore salutistico dei prodotti finali. Ritengo che abbia ripagato questa politica e strategia aziendale che ha coniugato il rispetto della tradizione con l’introduzione d’innovazione sia nei processi di produzione che nell’offerta dei prodotti. Mi piace ricordare la vasta scelta di biscotti (le reginelle, i quaresimali, i tetù, i taralli, gli occhi di bue, le sfoglie, i biscotti con pasta di mandorle, di tumminia, ai 5 cereali, al cocco, di pasta frolla e i frollini per il latte) o la produzione artigianale dei lievitati di ricorrenza come panettoni e colombe pasquali, piuttosto che i dolci della nostra tradizione come i buccellati, i pupi cu’l’ova, la pasta di miele e la sussa di miele. Ma non posso nascondere le soddisfazioni che ci ha riservato la scelta di puntare sulla pizza dotandoci di un forno girevole a legna che ci consente una grande qualità di cottura che unita alla varietà delle pizze, la freschezza e la genuinità degli ingredienti, ci ha fatto crescere nelle preferenze della clientela.

Un prodotto che ti ha dato notorietà è stato lo sfincione Bianco di Bagheria con la vittoria nell’edizione 2021 dello Sfincione Festival di Sanlorenzo Mercato e i diversi riconoscimenti ottenuti allo Sfincione Fest, come pensi che questi eventi possano promozionare il consumo e simultaneamente anche il territorio e l’attrattività turistica ?


Quello che in apparenza sembra un gioco – che in questi anni ha visto gareggiare in una competizione una selezione accurata dei migliori sfincioni della provincia di Palermo – si è rivelato uno straordinario strumento di promozione che ha reso lo sfincione di Bagheria un prodotto da forno ricercato e apprezzato non solamente dai bagheresi, facendolo aumentare i consumi anche tra i più giovani. La ragioni del successo è chiara: lo sfincione più di altri prodotti della tipica gastronomia locale rappresenta la storia, la cultura e la tradizioni del nostro territorio. I fatti dimostrano che da quando è iniziata dal 2017 l’attività di marketing, alla quale come panificio abbiamo sin da subito aderito con convinzione e determinazione, il consumo e la vendita degli sfincioni sono decisamente aumentati.

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