Restyling completo alle etichette dei monovarietali come Grillo, Inzolia, Catarratto, Syrah, Nero d’Avola, ma anche ai due territoriali Gagliardetta e Sciarra Soprana. Curatolo Arini 1875 ha deciso di rifarsi il look.

Un’azienda già ultramoderna nel 1875 quando impiantava i primi vigneti a Marsala con impianti enologici di rara efficienza per l’epoca. Quasi un secolo e mezzo di armonie, coraggio e soprattutto lungimiranze delle cinque generazioni che si sono succedute. Belle storie di uomini e di territorio che con devozione e abnegazione hanno scritto le pagine della Curatolo Arini.

Quello dei monovarietali e dei territoriali è un cambio nel segno dell’innovazione, che vuole, però, mantenere intatta la memoria del passato nel segno di un sobrio equilibrio. Un rinnovamento di habillage, quello dei vini Curatolo Arini, che guarda, attraverso un linguaggio di comunicazione diretto e un uso accurato di colori e texture, all’attenzione del consumatore finale, pur strizzando sempre l’occhio alla tradizione e all’eleganza del suo marchio storico.

«Dopo quasi 10 anni dalla nascita della linea Curatolo Arini, abbiamo sentito l’esigenza di darle un’aria più fresca e moderna, al contempo in linea con le etichette in stile liberty dei nostri Marsala, parte fondamentale della nostra storia».

Alexandra Curatolo, responsabile marketing dell’azienda

Colori accesi e riproduzione fedele del logo autentico di famiglia che “griffa” tutti i documenti storici ancora riscontrabili nell’antico baglio marsalese, oggi sede dell’azienda: è questa la nuova fotografia riprodotta nella linea di monovarietali Curatolo Arini.

Di altra impronta, invece, i due territoriali che sulle etichette riproducono un focus sulle zone dalle quali provengono le rispettive uve, ossia “Gagliardetta” per lo Zibibbo e “Sciarra Soprana” per la Riserva di Nero d’Avola.

«Con l’aiuto dello studio grafico Giallo Gin di Palermo – continua Alexandra Curatolo abbiamo scelto come elemento comune a tutte il ventaglio, simbolo presente sul nostro Marsala Vergine Riserva: questo è stato elegantemente stilizzato e riproposto in vari modi sulle varie etichette e in tutto il materiale grafico che ne deriva. Abbiamo fatto estrema attenzione nell’uso di colori, di texture particolari che arricchiscono le etichette e carte naturali tutte certificate FSC per seguire il nostro orientamento verso una produzione sempre più sostenibile».

È un omaggio agli avi di famiglia, invece, la nuova vestizione per le Riserve di Marsala. Per diversi decenni la Curatolo Arini alla marsalotta (o marsalese), la tipica bottiglia allungata col collo a oliva, ha preferito una bottiglia più bassa e più robusta che reca con sé tutta l’autenticità del Marsala che contiene.

«Per le Riserve siamo ritornati alla vecchia bottiglia Martinique – prosegue Alexandra Curatolo dopo il ritrovamento di alcune bottiglie storiche che erano state gelosamente custodite dal nipote del fondatore Vito. In onore ai nostri antenati, quindi, facciamo un passo indietro e riutilizziamo le bottiglie che a loro erano care: queste saranno completate da etichette frutto di un restyling di uno studio grafico toscano, che come in tutte le nostre migliori riserve presentano la famosa, splendida ed inconfondibile “Damina”, disegnata dallo studio di Ernesto Basile nel lontano 1875».

Non si abbandona, pertanto, così, lo stile liberty e l’eleganza che da oltre 150 anni caratterizza i Marsala Vito Curatolo Arini, ma semplicemente si impreziosisce con dettagli di cura e attenzione.

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