Amletica a dir poco è la morfologia degli sguardi davanti ad un ricco menu di una pizzeria. Uno sterminato elenco di tondeggianti pietanze (recentemente dichiarate patrimonio dell’umanità) che offuscano qualsiasi capacità di scelta. Eppure esiste una specie rarissima – mutuando una ricorrente espressione dal mondo animale e vegetale – che non lascia dubbi, soprattutto a chi ne ha subìto il fascino del suo sapore: stiamo parlando della celeberrima Pizza dell’Architetto, divenuta una iconica rappresentante di un territorio.

Una pizza divenuta un cult                                                                                                   

C’è un angolo di Sicilia che ha dato i natali a questa pizza: il borgo medievale di Caccamo nel palermitano. Potentemente dominato dal suo castello la splendida cittadina corteggia qualsiasi visitatore anche attraverso le sue straduzze, le ricche chiese, il lago sul quale si specchiano i profili delle alture circostanti. Ed è proprio in quelli che furono gli antichi granai del castello – oggi trasformati in ristorante-pizzeria – che ha preso vita questa incredibile storia gastronomica.

Fantasia e creatività: questi gli ingredienti della Pizza dell’Architetto

Una serata autunnale, un “fuori menu” e la fantasia di tre amici sono gli ingredienti base di questa pizza, una delle delizie del ristorante – pizzeria ‘A Castellena di Caccamo che dal 1976 è divenuta un pilastro gastronomico consigliato persino dalla mitica Lonely Planet.

Quella sera – racconta l’arch. Rosario Ribbene – ho chiesto al pizzaiolo di stupirmi. Ebbene, mi è stata servita una pizza dal sapore eccezionale e io, come molti abituali frequentatori dei social network, ho subito condiviso la foto della delizia gastronomica che i miei sensi stavano assaporando. In pochi giorni è diventato un turbinio di click e condivisioni, una sorpresa virale per molti che la chiedevano mostrandone l’immagine con il proprio smartphone.

Sorpresa e gusto, ecco il segreto sbalorditivo della Pizza dell’Architetto, magistralmente combinati da un pizzaiolo di grande esperienza.

Ho inventato gli abbinamenti della pizza – spiega Domenico Sireci, da molti anni pizzaiolo della ‘A Castellana e Trainer Senior della Federazione Italiana Pizzaioli – sposando la salsiccia pasqualora di Caccamo (sapientemente prodotta dall’Antica Macelleria Canzone) con i pomodori soleggiati e il bacon con la bufala DOP, il tutto disposto in maniera geometrica con una spolverata di granella di pistacchi di Bronte”. Nata quasi per gioco, questa pizza ha sorpreso molti. “La Pizza dell’Architetto – afferma Salvo Porretta, titolare del ristorante – pizzeria ‘A Castellana – ha attirato subito l’attenzione di tantissimi clienti, al punto che abbiamo deciso di inserirla anche nel menu. Da allora (era il dicembre del 2015) non c’è tavolo nel mio locale che non chieda questa pizza, anche nella recente versione a base di farina di grani antichi.

L’Architetto della Pizza secondo Rodo Santoro

Può una pizza esprimere il suo più intrinseco sapore attraverso l’arte? Se l’artista ne è capace la risposta è affermativa! Solo la fervida vena creativa di Rodo Santoro (architetto, pittore, scenografo, giornalista, saggista e restauratore dei più imponenti castelli siciliani, tra i quali quello di Caccamo) poteva infatti tradurre artisticamente la Pizza dell’Architetto, raffigurata in senso favolistico, attraverso la tecnica degli inchiostri di china.

Insomma, una pizza gustosa a 360°.

di Rosario Ribbene

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