Sin da quando vi si mette piede dentro salta subito in mente l’esperienza a tavola che da lì a breve si consumerà. Impossibile non restare colpiti dal bancone frigo con esposti diversi tagli di carne ed alcuni preparati pronti da cuocere: basta scegliere la tagliata che si vuole o gli spiedini, attendere seduti nell’accogliente sala e poi mangiare finalmente la fumante grigliata.

Accanto al bancone, anche una cella refrigerata perché qui la frollatura delle carni è cosa seria, va rispettata.

Non è una trattoria, né un agriturismo: è Fuoco dei Mori, un moderno concept nel centro storico di Modica. Una griglieria e bistrot, un posticino fatto con gusto, sobrio, che fa della carne e del suo più antico metodo di cottura il perno centrale della proposta gastronomica. Si rievoca l’idea del focolare domestico, della brace attorno alla quale ci si riuniva, assaporando insieme la semplicità della carne.

Non qualsiasi carne, ma quella selezionata con cura, trattata bene in cucina, proposta in abbinamento ad altri ingredienti del posto, magari quelli che rimandano alle campagne di 80 anni fa, dove si coltivavano abitualmente prodotti che oggi Slow Food ha preso a cuore e deciso di tutelare, educando le nuove generazioni alla loro rivalutazione per continuare a coltivarle, perché un bene di tutti.

Lo chef propone così la carne insieme ad altri piatti in cui ogni singolo ingrediente ha qualcosa di speciale da raccontare. Come il macco di fava cottoia di Modica con foglie di Cavolo vecchio di Rosolini, la cui storia si intreccia con le abitudini alimentari della famiglia contadina a cavallo tra le due guerre e che da qualche anno un gruppo di giovani è tornato a coltivare.

Ma lo chef sa guardare anche ai gusti dei ragazzi: vuoi mettere allora un americanissimo hamburger, sì ma di salsiccia tradizionale di Palazzolo Acreide, servito su un letto di fagioli cosaruciari, quegli stessi fagioli che nei primi del ‘900 venivano coltivati, nelle cannavate, orti irrigui siti lungo il torrente Modica-Scicli.

Reggono il passo i dolci che seguono la stessa filosofia: ne è un esempio il delicatissimo dessert in cui un biscuit con crema alle mandorle di Noto viene servito insieme ad un gelato di Fior di Latte d’Asina ragusana e salsa alla cubaita. Ti porti a casa l’esperienza di un viaggio fatto negli Iblei, nella sua storia, passata e presente. Servizio curato, buona la carta dei vini. Vale una sosta.

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