di Alvice Cartelli

A Carnevale ogni scherzo vale”, recita il famoso detto che accompagna la festa più allegra e colorata dell’anno. E questo sta a indicare che, nel corso della ricorrenza, cade ogni vincolo sociale, tutti i precetti si dissolvono e, soprattutto, che bisogna accettare gli scherzi, purché non siano offensivi. Nel trionfo della libertà e della sregolatezza, l’iconografia classica ci restituisce immagini di taverne e tavole imbandite di ogni bene, salsicce sfrigolanti, polpette fumanti, maccheroni al sugo e vino a fiumi. Un brulicare vivace di satolli commensali dalle gote rubiconde con fiaschi e calici in mano inneggiano all’abbondanza e alle piccole gioie del vivere.

Carne(m)levare o Navigium Isidis? Il mistero delle origini del Carnevale

Ma qual è il vero significato del Carnevale? L’opinione maggiormente diffusa sembra accreditare la tesi dell’etimo latino Carne(m)levare,in riferimento al periodo immediatamente successivo, ovvero la Quaresima, quando ci si astiene dal consumo di carne. Un’altra scuola di pensiero sostiene il collegamento con il Navigium Isidis, vale a dire il carrus navales, dedicato alla dea egizia Iside, protettrice dei naviganti.  Il 5 marzo, data in cui veniva ripresa la navigazione, si svolgeva, nella Roma imperiale, una processione su un battello in legno a ruote, interamente ricoperto di omaggi floreali tra le danze e i canti dei convenuti che indossavano costumi e travestimenti vari. Ad ogni modo, il Carnevale, come forma di spettacolo complessa, possiede una base comune tra i popoli, pur manifestandosi in modalità diverse a seconda dei luoghi, della cultura, delle epoche.

Peppe Nappa e l’Orso di Saponara: le maschere e le leggende del Carnevale siciliano

La nascita del Carnevale in Sicilia si fa risalire all’età greco-romana con contaminazioni arabe, normanne e spagnole. Tra i paesi che festeggiano il Carnevale in grande stile, si possono annoverare Sciacca, Acireale e Palazzolo Acreide. Tra le maschere tradizionali emerge quella di Peppe Nappa. Ripropone la figura di un servo pigro, svogliato e molto goloso. Indossa abiti dimessi celeste chiaro con maniche troppo lunghe per le sue braccia.

A Saponara, nei pressi di Messina, si svolge, il Martedì Grasso, il suggestivo corteo “Dell’orso e della corte principesca”, durante il quale viene rievocato un fatto storicamente avvenuto. Il principe Domenico Alliata fece catturare un orso che si aggirava nei dintorni del borgo, spaventando la popolazione. Una volta agguantato, l’orso fu incatenato e mostrato lungo le strade, come prova del potere e della superiorità del nobiluomo nei confronti della natura e dei suoi simili. 

Carnevale a tavola: l’abbondanza che sfida la Quaresima

Ieri come oggi, vengono preparate le Chiacchiere, riprendendo un’usanza in voga nell’antica Roma. In occasione dei Saturnali, i dolci tipici erano i Frictilia. Farina, uova e zucchero, fritti nello strutto, intinti nel miele e distribuiti alla marea di gente che gremiva piazze e spazi esterni.

L’origine del nome si deve alla Regina Margherita di Savoia che invitò il cuoco a creare una leccornia da gustare tra “una chiacchiera e un’altra”.

Nel ritmo incalzante di musica, balli sfrenati, frizzi e lazzi, coriandoli e stelle filanti, i carri allegorici e i gruppi mascherati animano le vie delle città, regalando lampi di spensieratezza ai presenti. Un momento di evasione e una parentesi dalla quotidianità. Per qualche giorno, tristezza e affanni spariscono in un rito di esaltante memoria collettiva.

@Alvice Cartelli

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