Siamo alle pendici dell’Etna, uno degli angoli più affascinanti dell’isola, luogo da sempre vocato alla coltivazione delle viti, degli agrumi e che non fa altro che sorprendere sempre di più. Forse non tutti sanno che proprio qui si coltivano gli avocadi, nutrienti frutti subtropicali su cui diversi produttori stanno scommettendo.

Uno di loro è Andrea Passanisi, giovane avvocato che insieme ad altri produttori della zona ha dato vita a SiciliaAvocado, un consorzio che mira a  promuovere e valorizzazione la coltivazione dell’avocado. In tutto sono sei e si arriva a produrre oltre 100 tonnellate di prodotto l’anno. Accompagnati da Andrea e dalla vivacissima Cleopatra, il suo Labrador nero, è possibile fare una passeggiata fra la coltivazione sita a Giarre: circa 12 ettari coltivati in biologico.

“Amo questa terra, mi sono avvicinato alla coltivazione dell’avocado piano piano e poi ne è nata una passione. Mio nonno era un imprenditore agricolo. La mia famiglia coltivava limoni, ma io, dopo un viaggio in Brasile, ho voluto cambiare rotta, allargando la coltivazione a specie subtropicali come avocado. Mi sono reso conto che qui nascono dei frutti davvero eccezionali che non vogliono sostituirsi ai buonissimi agrumi siciliani ma solo completarne l’offerta”.

Andrea Passanisi

L’avocado qui cresce bene grazie al microclima ideale per la coltura, la natura dei terreni (permeabili, con una buona mineralità), la purezza dell’acqua. Frutti squisiti che trovano conferma nei paesi dove viene maggiormente utilizzato come Francia, Svizzera e Polonia.  È piacevole passeggiare fra avocadi, scoprirne la bellezza, imparare che esistono diverse varietà, ognuna con una propria epoca di raccolta, che varia da ottobre a giugno, e che una volta raccolti maturano in circa 10 giorni.  

Ci affascinano anche i maestosi  alberi che ritroviamo nella collezione lì vicina del Prof.Alberto Continella dell’Università di Catania: circa 15 varietà in una collezione che si è formata nel tempo con alberi che hanno anche 40 anni. Un vero museo a cielo aperto dell’avocado immerso in un contesto paesaggistico unico, che consiglierei di percorrere anche in bici, fra aranceti, limoneti e kumquat. Infine si può concludere la piacevole esperienza alla scoperta dell’avocado gustando i piatti dello chef Leopoldo Pennisi, al Borgo dell’Etna, grazioso ristorante creato all’interno di un antico palmento con l’Etna che fa capolino fra le nuvole.

Condividi su:

Related Posts

Show Comments Close Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *