Un mondo di geometrie, matematica, fisica, chimica. Tutto è in equilibrio e tutto funziona alla perfezione. A descrivere così il mondo delle api è Giuseppe Lazzaro, giovane apicoltore che insieme ai suoi fratelli Gianluca e Simone, conduce una piccola azienda a Giarre, in provincia di Catania. È qui, sull’Etna, che ha pensato di allevare e produrre miele di ape nera sicula, un’ape scurissima che ha popolato per millenni l’Isola e che alcuni produttori di miele stanno cercando di difendere dal rischio estinzione.

Giuseppe ha sempre amato la natura. Ricorda con gioia l’infanzia trascorsa con i nonni tra l’orto di casa, il vigneto ed il frutteto che si tramutavano per lui in un vero luna park. Circa dieci anni fa il problema della possibile estinzione delle api stimolò in Giuseppe la curiosità verso questo insetto. Grazie ad un apicoltore professionista, riuscì per la prima volta a visitare un apiario e fu la svolta.

Da una passione ad una piccola azienda familiare

“Da quel momento la mia curiosità divenne troppa e non passava giorno senza che io non leggessi o non andassi alla ricerca di pubblicazioni sul mondo delle api, sull’allevamento e sulla produzione dei prodotti dell’alveare- racconta-. Tra i tanti articoli che lessi rimasi particolarmente colpito da un articolo che parlava proprio dell’ape nera sicula. Iniziai ad informarmi ma qui in zona nessuno ne sapeva nulla, addirittura qualche apicoltore mi disse che si trattava solo di una leggenda! Volli verificare con i miei occhi questa leggenda e così dalle mie letture uscì fuori il nome di Carlo Amodeo, colui che salvò questa razza dell’estinzione circa 30 anni fa. Lo contattai. Dopo aver insistito ripetutamente riuscii a fissare con lui un appuntamento presso la sua azienda: era l’ottobre 2010. Dopo alcuni mesi tornai da lui per prendere le mie prime sei arnie di ape nera sicula. Quella visita mi aprì ad un nuovo mondo”.

Una passione “contagiosa”

Giuseppe Lazzaro iniziò la sua attività di apicoltore sfruttando il garage di casa, costruendo alcune arnie e tutto ciò che poteva servirgli. Riuscì a trasmettere la sua passione e curiosità anche ai suoi fratelli che iniziarono così a seguirlo. Il piccolo progetto di Giuseppe inizia a prendere un’altra forma e nasce il desiderio di ampliare l’allevamento e di creare un’azienda agricola, che aveva la missione di riportare sull’Etna questa meravigliosa razza che ormai era totalmente scomparsa da oltre 40 anni. Era il 2013.

Passione ma non solo. Ad aiutare Giuseppe nella sua mission sono stati gli studi svolti, seppur non completati, di Ingegneria meccanica. “Gli studi di ingegneria, con la fisica, la meccanica dei fluidi, la chimica, l’organizzazione industriale, l’analisi matematica, mi hanno aiutato a comprendere molti dei meccanismi della natura che spesso ci sembrano ovvi, ma che invece sono talmente complessi che solo la scienza può spiegare. Mi hanno aiutato a comprendere e migliorare, dove possibile, quello che è la tecnica di allevamento delle api e di produzione del miele di alta qualità”.  

Obiettivo: qualità estrema

Il metodo di lavoro scelto dall’azienda viene definito estremo. “Siamo estremi – afferma Giuseppe- , dalla scelta del legname con il quale vengono realizzate le arnie al posizionamento e esposizione degli apiari, dalla cura dell’igiene del processo produttivo all’invasettamento rigorosamente manuale e in vasi da massimo 150 g per preservarne la qualità. Tutto è curato con estrema attenzione.  Abbiamo cercato fin dell’inizio di condurre i nostri alveari rispettando la natura stessa delle api, senza forzature, senza chimica né antibiotici”. Grazie all’innovativo utilizzo di gas inerti durante il processo di estrazione e stoccaggio del miele (fase, in cui il miele subisce il maggior degradamento perché sottoposto ad inevitabile ossidazione) l’azienda di Giuseppe riesce a garantire l’integrità di tutte le proprietà che il miele possiede.

La produzione oggi

La primavera è il periodo di maggiore produzione del miele e quindi c’è parecchio lavoro per gli apicoltori. Un periodo dunque di maggiore stress a cui si aggiunge il problema che tutto il mondo sta vivendo, ossia quello dell’epidemia da Covid-19. “Noi apicoltori, cosi come tutti gli operatori del settore agricolo, godiamo di particolari permessi che ci permettono di poter continuare a produrre. Il problema maggiore non è tanto organizzare la produzione, ma la vendita di questo prodotto. Abbiamo ancora in deposito una piccola parte della produzione 2019, che diversamente sarebbe stata venduta tutta entro la fine di marzo, come ogni anno. Con il settore HORECA fermo, abbiamo dovuto bloccare tutte le consegne che erano destinate a ristoranti, enoteche, pizzerie, hotel ecc. Nonostante tutto -conclude il giovane produttore-, si prospetta un’ottima annata”.

Vi abbiamo messo curiosità? Se siete interessati a ricevere maggiori informazioni sul miele d’ape nera sicula scriveteci a info@coloursofsicily.com

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