La percezione che si ha sin da subito parlando con Claudio Travaglianti è la grande passione, l’amore viscerale per la terra e una convinzione smisurata del livello qualitativo che un’azienda può avere dei propri prodotti. Una filosofia e un obiettivo preciso: i prodotti devono essere il più possibile vicini alla terra e non al mercato ed esserne fedele interprete.

Travaglianti Etna’s excellences è questo. Abbiamo conosciuto i cugini Claudio ed Enrico in occasione de Le Contrade dell’Etna 2022 e non potevamo non restarne colpiti sia per i vini sia per l’olio extravergine (un vero e proprio capolavoro). Ragazzi, giovani sì ma molto ben organizzati, consapevoli, entusiasti e capaci: sanno cosa vogliono e come lo vogliono. Pochi compromessi.

Il risultato? Un sito web ben fatto, etichette dei vini capaci di raccontare la loro realtà, materiale di comunicazione da fare invidia a grandi e moderne compagnie, prodotti di altissimo livello. Cura dei dettagli consapevolezza della propria dimensione attuale ma soprattutto consapevolezza di quella futura.

La produzione

Travaglianti produce un olio da competizione e tre etichette di vini, due che si fregiano della DOC Etna (un bianco e un rosso) ed un IGT rosé. Tutti e tre accomunati dall’essere veri, territoriali, perfetta interpretazione del versante sud della “montagna”. Siamo nel comune di Santa Maria di Licodia, in una delle “contrade” storicamente più vocate e importanti: contrada Cavaliere. Vigne tra gli 800/900 metri sul livello del mare con viti che vanno dai 25 agli 80 anni di età. Allevamento a cordone speronato e un piccolissimo vigneto antico ad alberello che presto verrà vinificato come cru per una nuova etichetta (una riserva a tiratura limitatissima)

Due terzi della produzione viene lasciato a terra. Niente di meccanizzato, niente prodotti chimici, una selezione manuale estrema e strenua, per quella che è a tutti gli effetti vera e propria agricoltura eroica e biologica.

La produzione, a seconda della maggiore o minore benevolenza della natura, va dalle 10 alle 13 mila bottiglie. Abbiamo degustato tutti i vini.

La degustazione

Il rosé è uno dei migliori mai bevuti. Un elegante visione di Nerello Mascalese in purezza, una carezza sul palato, ammaliante e suadente ma con tutta la ricchezza minerale che sa in genere regalare. Gli Etna DOC sono entrambi di grande pregio ma aspettano conferme considerando che la 2018 è la prima annata prodotta del rosso.

L’olio extravergine

Un discorso a parte va fatto per il loro olio: un concentrato di frutta spremuta. Nocellara Etnea in purezza. La ricchezza in polifenoli è tale che lascia senza fiato. Andrebbe venduto in farmacia dice Claudio ed effettivamente ha ragione. I sentori di pomodoro e mela verde ne fanno un olio complesso, intenso, ma estremamente versatile e “facile” nell’abbinamento gastronomico. Ricco nei profumi e forte nel carattere seppur sempre elegante, mai prevaricante e senza quei picchi di acidità che smorzano i sapori sul palato. I premi ricevuti hanno solo confermato il giudizio dato al primo assaggio fatto durante l’evento. Non si ottengono 3 foglie dal gambero rosso, 5 gocce da Bibenda oli e 5 alberi da Guida Bio per caso…

Siamo difronte a una realtà “piccola” nei numeri, “giovane” all’anagrafe anche in termini di presenza sul mercato, ma con prospettive da grande. E l’Etna dell’olio e del vino continua a stupire. Manca ancora in Sicilia la consapevolezza di produrre eccellenze uniche ma soprattutto la capacità di comunicarlo. Ci stiamo arrivando piano piano. Grazie proprio alle nuove leve giovani e con una mentalità imprenditoriale moderna come Claudio ed Enrico Travaglianti.

Ma è proprio guardando alle nuove leve emergenti come questa che per la “Montagna” si prospetta un grande e splendente futuro. La Borgogna del Mediterraneo è in mani sicure e capaci.

Federico Palumbo

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